Cronaca San Massimo / Strada Bresciana

Verona, ammazzata di botte sulla Gardesana, l'ex convivente: "Era finita in un brutto giro, lo sapevo"

Le testimonianze di chi conosceva Venetita Niascu, la prostituta 46enne ritrovata morta dietro un distributore sulla Gardesana. Cluadia, un'amica-"collega": "Sicuramente una rapina finita male con un cliente". Il camionista 70enne: "Le ho voluto bene"

Quel corpo massacrato di botte, senza vita, riverso a terra. Il ritrovamento, l’allarme e poi un nugolo di sirene, lampeggianti, uomini in divisa e specialisti della Scientifica a rilevare ogni indizio, ogni impronta e traccia di sangue. La voce del brutale assassinio di Venetita Niescu, 46enne prostituta romena, si è sparsa in fretta. Alcune amiche sono accorse sul luogo della terribile fine della donna, in Italia da una decina d’anni e fermata per un controllo su strada mentre era al lavoro proprio l’estate scorsa, dai carabinieri. Un’altra donna ammazzata dopo essere stata massacrata di botte, a Verona. L’omicidio dietro al distributore in località Ferlina, prima periferia di Verona, ha richiamato anche una “collega” di Venetita. Una ragazza di 20 anni, Claudia, che condivideva con lei quelle serate in cui offriva il corpo a pagamento. Intervenuti sul posto, gli investigatori hanno subito blindato la zona. Sono partite le prime ricostruzioni e le analisi degli schizzi ematici. Tanti ne sono stati ritrovati dietro la stazione di servizio. Tracce sulle cabine elettriche poco distante e a terra. Quella 20enne ha scelto di raccontare a L’Arena la dura vita di strada. Secondo lei l’assassinio della sua amica è stato causato da una rapina finita nel peggiore dei modi. Spiega che

«Sarà stato sicuramente un cliente. I carabinieri non le hanno trovato la borsa, forse l'ha rapinata e poi l'ha uccisa» … «Aveva i capelli, rossi e ricci. Veniva a lavorare con la sua Golf, sostava lì la vedevo che portava i clienti in una stradina più avanti»

MASSACRATA DI BOTTE E STRANGOLATA, CACCIA ALL'ASSASSINO

La ragazza spiega che non c’erano “lotte di territorio” per guadagnarsi lo scampolo di strada in cui posizionarsi: andavano tutte d’accordo, ognuna aveva il suo posto. E si sente di negare qualsiasi ritorsione da parte di sfruttatori o ex conoscenze che volevano regolare dei conti in sospeso. Claudia racconta anche che la conosceva poco ma dalle sue parole la considerava un’amica. Davanti a quell’orribile scena del delitto sono arrivati anche alcuni curiosi. Lo spettacolo è raccapriciante. Gli investigatori hanno lavorato grazie alle lampade portate dai vigili del fuoco. Mentre la Scientifica si occupava delle analisi, i militari in servizio hanno dovuto passare in rassegna tutti gli eventuali testimoni. Tra cui anche il proprietario del distributore, che vive a Pescantina, chiamato per aprire il bar a mezzanotte. Claudia è stata accompagnata in caserma per essere ascoltata. Con lei altre sette amiche-colleghe.

"UNA STORIA FINITA" - Sul quotidiano locale compare anche la testimonianza di un camionista, cliente di lunga data di Venetita (il cui nome è stato italianizzato in “Venezia”). L’uomo avrebbe sui 70 anni, abita a Castel d’Azzano e non nasconde di aver sempre fatto ricorso al sesso a pagamento. Ma la 46enne non aveva sempre fatto quel duro mestiere. Racconta così come ha conosciuto la 46enne.

«Sono un puttaniere, inutile nasconderlo. Sono sempre andato a puttane. Ho conosciuto Venezia una decina di anni fa per caso. Un mio amico aveva contattato Venezia su internet e me ne aveva parlato. Lei all'epoca stava ancora in Romania. Un giorno questo mi dice che la donna non lo aveva raggiunto all'appuntamento, d'altra parte non le aveva mandato i soldi per il viaggio. Così, siccome il contatto l'amico me l'aveva ceduto, dopo qualche mese l'ho chiamata io, le ho pagato il viaggio ed è arrivata».

Il camionista aveva conosciuto Venetita quando, a 36 anni, faceva la cameriera in una catena di hotel di lusso, in Romania. Lui era andata a trovarla, in patria. Lei aveva poi deciso di trasferirsi in Italia e per alcuni anno avevano vissuto assieme. Poi i rapporti erano diventati più complicati e si vedevano saltuariamente. Lui la aiutava e le allungava qualche soldo. Le dava da mangiare. Fino a due estati fa, quando la loro storia finì. Negli ultimi tempi la 46enne alloggiava nella stanza degli ospiti che l’uomo le aveva messo a disposizione. Se ne andava alla sera e tornava all’alba. Il camionista racconta che la donna aveva conosciuto un uomo, sedicente rappresentante di caffè, che gli aveva anche presentato. La neo-coppia avrebbe anche programmato di andare a vivere assieme.

«…Ci siamo visti qualche volta, anche con lui, ma poi ci siamo persi, anche se lei a volte mi chiamava. Ma a me era «scaduta», vederla mi dava quasi fastidio e quindi non ci siamo più sentiti. Avevo capito che faceva la vita sulla strada. Non puoi acquistare abiti e scarpe, vivere senza lavorare. Io le avevo anche procurato un lavoro in una pizzeria qui, in paese. Ma ci è andata poco».

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