Cronaca San Bonifacio / Via Sorte

Gli alpini corrono in aiuto della Mensa di Mamma Anna: "un piatto di pasta non si nega a nessuno"

L'appuntamento è dalle 8.30 alle 21 al Despar del Centro commerciale San Bonifacio dove in vari turni una quindicina di volontari proporranno ai clienti di contribuire a rifornire la dispensa del refettorio

Alpini in prima fila per sostenere la mensa di Mamma Anna: e sabato 14 marzo prima colletta alimentare al supermercato.
L'appuntamento è dalle 8.30 alle 21 al Despar del Centro commerciale San Bonifacio dove in vari turni una quindicina di volontari del refettorio gratuito di San Bonifacio e di Soave, quelli ideati da Fulvio Soave e portati avanti grazie ad un piccolo esercito di volontari, proporranno ai clienti di contribuire a rifornire la dispensa di Mamma Anna. All'ingresso del supermercato i volontari del refettorio distribuiranno un volantino della Onlus ed un sacchetto vuoto nel quale chi lo desidera potrà mettere pasta, olio, formaggio e pomodoro, come dire il poker di ingredienti che sta alla base del “piatto di pasta che non si nega a nessuno”.

A dare il buon esempio, recentemente, sono stati gli Alpini del Gruppo di prova di San Bonifacio che hanno donato pasta, olio e pomodoro sufficienti per garantire due mesi di pasti per le cinquanta persone che in media frequentano il refettorio di San Bonifacio e la manciata di ospiti che si reca invece, dal lunedì al venerdì, a quello di Soave. Duemilacinquecento pasti garantiti, dunque, grazie ad un gesto di grande generosità partito proprio da un alpino che ha scelto di essere anche un volontario di Mamma Anna e che ha proposto al Gruppo Ana di Prova questa iniziativa. E' solo uno dei tanti gesti solidali che consentono al servizio di proseguire la sua attività, servizio che fin dalla sua attivazione, nel settembre del 2012, ha servito oltre 22 mila pasti. Quattrocento sono quelli portati in tavola, invece, al “giovane” refettorio di Soave.
Rispetto all'inizio vediamo crescere il numero di ospiti italiani ed i giovani”, dice Fulvio Soave, “mentre sono stabili i nuclei familiari a cui aggiungere un buon numero di persone che sono diventati ospiti abituali dall'inizio del servizio. Se riusciamo a portare sollievo alle persone in difficoltà è grazie all'enorme cuore dei volontari, tanto quelli impegnati a San Bonifacio quanto quelli che fanno servizio a Soave e che ringrazio di aver creduto in questo progetto”. C'è il piatto di pasta ma quando le donazioni lo consentono anche un secondo, oppure un contorno o il dolce: la frutta non manca mai. E grazie a Luigino Longoni, che ha rifornito di uova la dispensa, a pranzo c'è stata anche la frittata.

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