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Verona, allarme "bomba in Comune": ma chiamano in magazzino

Attimi di panico negli uffici municipali per la chiamata di un sedicente terrorista. Ma il numero composto è di un ufficio interno all'Economato, distante un chilometro da piazza Bra

L'annuncio è di quelli che farebbero saltare sulla sedia chiunque. Al telefono, poche parole: "Metteremo una bomba in Comune". Quindi comprensibile che la persona che ha ricevuto la minaccia vada nel panico. Tuttavia non si trattava di una centralinista di Palazzo Barbieri, né di assessori o funzionari amministrativi. Ad alzare la cornetta e sentire la voce di un sedicente terrorista è stato un magazziniere dell'ufficio Economato, in via Campo Marzo, distante circa un chilometro, in linea d'aria dal municipio in piazza Bra. Un errore di valutazione, una ragazzata, un numero composto a caso. Ancora non si sa. Fatto sta che l'allarme bomba è scattato ugualmente, alle 12e35, dopo che il dipendente responsabile del magazzino ha riagganciato. Ha avvertito la dirigente dell'Economato che poi ha passato in rassegna Forze dell'ordine e colleghi di Palazzo Barbieri.

Le indagini sono partite immediatamente, ma senza creare confusioni all'interno della sede comunale. Potrebbe trattarsi di un centralino o di una cabina, come spiega l'Arena. Proviene da una zona di Milano ma è stata l'unica chiamata del presunto terrorista. Non ci sono state rivendicazioni o precisazioni. I carabinieri hanno controllato il municipio da cima a fondo, senza trovare nulla di strano o sospetto. Non si è reso necessario lo sgombero degli uffici. Assessori e funzionari sono rimasti al proprio posto. Qualche sussulto c'è stato, appena si è sparsa la voce, proprio perché a mezzogiorno e mezzo c'era la Giunta riunita. Poi la notizia che la chiamata era stata ricevuta all'Economato deve aver fatto accigliare più di qualcuno. Il numero al quale il magazziniere ha risposto è un "interno", non compare sugli elenchi telefonici. Quindi chi chiamava lo conosceva. Oppure, ipotesi probabile, ha composto un numero a caso per mettere a segno uno scherzo di pessimo gusto, ma allo stesso tempo maldestro e fuori bersaglio, dato che la bomba "doveva essere posizionata" in Comune, quindi a Palazzo Barbieri. Le indagini continuano. Il responsabile sarà accusato di procurato allarme.

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