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Verona, ferisce le ex impiegate e si uccide: "Non voleva che si mettessero in proprio"

Arcole sotto choc per l'aggresione alle donne 40enni dopo l'appuntamento con l'imprenditore Massimo Siviero. I famigliari delle vittime: "Le voleva scoraggiare dal fare concorrenza. Non sospettavamo nulla"

Non ci si capacità di cosa sia scattato nella mente dell'uomo, che mai aveva dato segni di scompensi. Almeno non pubblicamente. Dopo l'iniziale sgomento su quanto successo in via Molinazzo ad Arcole poche ore prima si è cercato di capire i motivi del gesto dell'imprenditore Massimo Sivieri, 52 anni. Lui, dopo una discussione degenerata in casa dell'ex impiegata, ha afferrato un coltello ha ferito gravemente due donne, entrambe ex collaboratrici della sua azienda, la Italbroker Sas di Caldiero. Fuggito in auto, ha poi deciso di togliersi la vita. Le motivazioni del gesto sono venute a galla poco a poco, attraverso le testimonianze dei famigliari e degli amici delle donne, Debora Milani, 44 anni, e Chiara Signoretto, 42. Come spiega l'Arena, è il marito della più anziana delle due, Nazario Benetti, a raccontare cosa non andasse nel rapporto con l'ex datore di lavoro.

"Non accettava la scelta di mia moglie di aprire una società con Chiara".

ARCOLE, IMPRENDITORE 52ENNE ACCOLTELLA LE EX IMPIEGATE E SI SUICIDA

Il 52enne lavorava come broker finanziario nel settore della mediazione dei cereali. Le sue ex collaboratrici volevano mettersi in proprio. Lui voleva convincerle a lasciare perdere. "Troppa concorrenza", deve aver pensato l'uomo, i cui affari non stavano andando moto bene, negli ultimi tempi. I carabinieri escludono che avesse comunque debiti in giro. "Probabilmente riteneva le due donne corresponsabili dei suoi guai economici", spiegano dal Comando di Verona. Come segnala l'Arena, il marito di Debora, imprenditore di 49 anni, non sospettava nulla.

"Se c´erano problemi con Sivieri, con noi non ne ha mai parlato, sembrava che tutto andasse bene. Di certo nessuno aveva mai sospettato che fosse capace di una violenza simile. Ma chissà che cosa scatta nella testa della gente, quale follia si può scatenare".

L'imprenditore, dopo l'aggressione, era fuggito a bordo dell'auto di Chiara, una Renault Clio mentre le due vittime sono state salvate dall'intervento fortuito di un  medico di base che passava poco distante dalla casa dell'aggressione: ha portato all'ospedale una delle due e ha chiamato il 118 per soccorrere l'altra. Sivieri è stato ritrovato nel tardo pomeriggio dopo una fuga di una quarantina di chilometri, in un casolare nella campagna di Villa Bartolomea, impiccato ad una trave.

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