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Verona, Agec tutto da rifare: giudici ricusati perchè incompatibili. Il processo viene rimandato

Accolta dalla Corte d'appello di Venezia la richiesta degli avvocati di uno dei quattro imputati, l'imprenditore Klapfer. Intanto i dirigenti Agec restano ai domiciliari, dopo aver trascorso alcuni giorni in carcere

Da una parte la Procura di Verona mette a segno il “colpo” chiedendo il rinvio a giudizio per gli undici indagati della presunta “Parentopoli” scaligera, dall’altra il caso Agec, scoppiato come un terremoto ad ottobre 2013, ha bisogno di tre nuovi giudici. In linguaggio tecnico si parla di “ricusazione” quando viene meno l’imparzialità o la terzietà di giudizio del giudice. Presupposti che, secondo la Corte d’appello di Venezia che ha accolto la richiesta dell’avvocato dell’imprenditore Martin Klapfer accusato di corruzione, mancherebbero nel presidente del collegio Marzio Bruno Guidorizzi e i magistrati Giorgio Piziali e Livia Magri. Secondo il tribunale lagunare, i togati del processo Agec avrebbero già espresso il proprio parere, sul caso, il 18 novembre 2013, ovvero quando avevano accolto l’istanza di riesame del sequestro dei beni di Klapfer e della sua società, la Seeste Bau Veneto Srl. Ed è così quindi che il processo Agec sarà destinato ad un rallentamento adeguato all’istituzione di un nuovo collegio da parte della sezione penale. Quello ricusato, come spiega L’Arena,

“aveva ridotto il numero degli appartamenti sigillati dell'azienda che al momento della richiesta, ammontavano a quasi tre milioni di euro, riducendoli ad un milione e mezzo. Con quella decisione, scrive la corte d'appello, i giudici veronesi avevano valutato la responsabilità della Seeste Bau Veneto srl nella vicenda della corruzione di cui è accusato anche l'ex direttore Agec S.T.. Ci si riferisce alla vendita del 70% di Fondo Frugose alla società dell'altoatesina dall'Agec in cambio dello sconto di 83 mila euro su un appartamento acquistato da T. a Bressanone.”

Intanto i dirigenti Agec restano ai domiciliari, dopo aver trascorso alcuni giorni in carcere. Le misure cautelari non potranno essere sbloccate fino alla nomina del nuovo collegio. Si tratta del direttore generale e i dirigenti Fracesca Tagliaferro e Stefano Campedelli. Il processo dovrà riprendere il 14 marzo ma i giudici potranno solo prendere atto della ricusazione, a cui verrà data ufficialità quel giorno, e lasciare il caso.

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