Cronaca Centro storico / Via Noris Enrico

Verona, Agec paralizzata per la vicenda del dg Motta. Il presidente Galli Righi: "Pronto a dimissioni"

Caos nel Cda dell'azienda veronese per la revoca della nomina dell'ex pm dal ruolo dirigenziale. Consiglieri chiedono provvedimenti anche più duri. Il numero uno di via Noris: "E intanto importanti delibere restano al palo"

Un’azienda “bloccata” con un Consiglio d’amministrazione in cui gli scontri sono all’ordine del giorno. Ha annunciato senza mezzi termini la sua contrarietà il presidente di Agec, Massimo Galli Righi, che ora è persino disposto a fare un passo indietro. Di più: sarebbe disposto a dimettersi su due piedi. Lo avrebbe annunciato, secondo quanto riportano i quotidiani locali, al termine dell’ennesima discussione negli uffici della sede di via Noris. Motivo della discordia è la vicenda che ruota attorno al direttore generale, Maria Cristina Motta, la cui nomina è stata dichiarata “illegittima” dal parere della professoressa di Diritto amministrativo dell’università di Padova, Chiara Cacciavillani. La nomina di Motta sarebbe stato frutto di una selezione “non corretta” dei concorrenti poiché non sarebbero state fatte le opportune comparizioni. Questo perché non risulterebbe nessuna discussione sugli altri cinque candidati selezionati e quindi la procedura doveva ripartire da capo. Il Cda era stato chiamato appunto a risolvere l’impasse. Due ore di acceso dibattito anche nelle scorse ore in cui non si sarebbe deciso nulla.

All’ordine del giorno, martedì, c’era il voto sulla delibera di revoca dell’incarico da dg di Motta. Un consigliere si sarebbe opposto chiedendo anche la decadenza dell’ex pm anche dal ruolo di direttore generale “facente funzioni” fino alla nuova nomina del dirigente. Alla fine l’unica intesa raggiunta sarebbe stata quella di chiedere un nuovo parere alla professoressa padovana per verificare le condizioni e le responsabilità del dg. Ma secondo il numero uno di Agec “importanti delibere” per garantire l’operatività dell’ente veronese, nel frattempo, restano al palo. Come quella del nuovo assetto organizzativo o la modifica delle rette per la refezione scolastica. Proprio per l’ennesimo stallo Galli Righi avrebbe reagito con forza annunciando di essere disposto a lasciare il suo incarico. Un caos che di fatto paralizza l’azienda che gestisce mense, servizi cimiteriali, farmacie e patrimonio immobiliare cittadino.A quel punto avrebbe annunciato un suo possibile passo indietro “per il bene dell’azienda”: “Se io dovessi avere l’impressione di essere il vero problema (il presidente è stato tra quelli in Cda ad opporsi alla decadenza in toto di Motta) sarei pronto a dimettermi in due minuti”.

IL PD: "SI DEVE DIMETTERE SE NON RIESCE IL RILANCIO" - "Dopo il triste epilogo del bando di selezione per il nuovo direttore generale, che ha visto tagliare fuori, d'emblée, tutti i potenziali concorrenti di Motta, peraltro qualificatissimi, il dubbio espresso dallo stesso presidente Galli Righi sull'opportunità di rimanere alla guida dell'Agec è più che condivisibile". A parlare dopo il Cda di Agec è stato Michele Bertucco, capogruppo Pd in Consiglio comunale. "Così come è condivisibile la necessità di dare ad Agec una dirigenza in grado di traghettarla fuori dall'ennesima impasse in cui è caduta a causa dei soliti giochetti di poltrone e potere, in direzione, si auspica, del rilancio della sua mission originaria: aiutare i veronesi in difficoltà abitativa. Vittimismi a parte, credo che la questione si riduca ad una sola cosa: Galli Righi è in grado di assicurare gli obbiettivi di rilancio nel segno della legalità e della trasparenza? Se sì, lo dimostri con i fatti, se non se la sente è davvero meglio che tiri le somme. E' inoltre consigliabile un confronto del presidente con la maggioranza che dovrebbe sostenerlo, perché, a quanto pare, è da lì che attualmente provengono le maggiori insidie per lui. Questioni che non incontrano tuttavia l'interesse dei cittadini che da Agec si attendono soltanto trasparenza, buon governo e opportunità abitative".

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