Cronaca Borgo Roma / Via Scuderlando

Agec alza il muro davanti alla porta dell'abitazione occupata e gli attivisti lo abbattono

Mercoledì un uomo di 56 anni con problemi di depressione è stato allontanato dalla sua abitazione e preso dallo sconforto aveva tentato il suicidio, ora il gruppo Rete Sociale per la Casa chiede l'intervento delle istituzioni

Abbattere un muro, non solo ideologicamente ma anche fisicamente. Questo l'obiettivo dei componenti del gruppo Rete Sociale per la Casa, che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento in via Scuderlando 95, per infrangere la parete innalzata da Agec con lo scopo di impedire l'accesso all'abitazione di sua proprietà. Nella casa prima abitava un italiano di 56 anni, che dopo lo sfratto l'aveva occupata abusivamente e successivamente era stato portato via su disposizione dell'autorità giudiziaria, mentre l'appartamento era stato sigillato e sequestrato. 
Giorgio, così si chiama l'inquilino da tempo malato di depressione, è stato raggiunto dallo sfratto in aprile ma lui non si è voluto arrendere e dopo un paio di giorni ha occupato abusivamente l'alloggio. Quando i poliziotti sono arrivati mercoledì mattina alle 7.30 per mettere l'immobile sotto sequestro, il 56enne, sopraffatto dallo sconforto, ha tentato di togliersi la vita e ora si trova ricoverato nel reparto di psichiatria. Mobili ed effetti personali sono finiti chissà dove, portati via dagli uomini dell'Agec in attesa di capire dove andrà a finire Giorgio. 
"Quella porta murata è il simbolo della vergogna e dell'isolamento", fanno sapere al quotidiano L'Arena gli attivisti presenti sul posto e altre persone raggiunte dallo sfratto da parte di Agec. "Giorgio soffre di sindrome ansioso depressiva, certificata da un medico dell'Ulss 20 che aveva dichiarato che lo sfratto avrebbe potuto aggravare la situazione clinica. Perché il sequestro è avvenuto senza la presenza dei servizi sociali? Cosa farà l'uomo una volta uscito dall'ospedale? Chi sarà responsabile di ulteriori gesti estremi che potrebbe compiere? L'allarme sociale è ormai alle stelle e non possiamo assistere a simili procedure senza intervenire".

Dopo l'abbattimento del muro, sul posto sono arrivate le pattuglie di polizia e carabinieri. "Ci sarà un seguito di questa vicenda per il danneggiamento fatto al muro, ma i sigilli sono intatti e non c'è stata violazione", afferma il dirigente della Squadra Volanti Giorgio Azzaretto. Durante lo sfratto avvenuto mercoledì inoltre, il vice dirigente Alberto Azzini è rimasto ferito da una bottiglia mentre impediva al 56enne di compiere il su gesto estremo. 

"Chiediamo che le istituzioni diano al più presto un alloggio a Giorgio e gli restituiscano gli effetti personali. Il Comune è responsabile della salute dei propri cittadini - concludono gli attivisti - e deve offrire delle alternative e delle vie d'uscita specie alle fasce più deboli. L'azione è stata dimostrativa per sollevare un problema sociale ormai sempre più esasperato".

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