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Verona, accoltella il patrigno che lo vuole fuori di casa: "Ditemi che sta bene"

Condizioni ancora critiche per la vittima, Antonio Bartamè, 65 anni, colpito all'addome dal 37enne Massimo Bigagnoli durante una lite in famiglia. Tutto avviene davanti agli occhi della madre Agnese

Assieme alla madre si era precipitato sull'uomo che lui stesso aveva ferito, il patrigno, con un coltello da cucina. Aveva chiamato carabinieri e ambulanze. Si era reso conto di ciò che gli aveva fatto fare l'esasperazione e la furia dell'attimo. Da sabato sera, momento del suo arresto, Massimo Bigagnoli, parrucchiere di 37 anni, è in carcere e chiede informazioni sullo stato di salute del patrigno, Antonio Bartamè, 65 anni. Quest'ultimo, colpito all'addome con una lama da cucina, ha riportato gravi lesioni al fegato. Inizialmente in condizioni disperate per l'emorragia sopraggiunta, si è stabilizzato per l'intervento tempestivo dei medici e tra domenica e lunedì sembra sia stato dichiarato fuori pericolo, ma permane il riserbo sulla prognosi. Teatro della lite in famiglia culminata nel sangue, è stata l'abitazione della famiglia in via Tacconi, a Pastrengo. Sabato sera, verso le 22. A breve dovrebbe tenersi il primo faccia-a-faccia con il giudice, Giuliana Franciosi, per la convalida dell'arresto. L'avvocato difensore, intanto, ha già avuto modo di incontrarlo. Il 37enne, accusato di tentato omicidio, sarebbe "disperato": seguita a chiedere informazioni sullo stato del padre. Il legale avrebbe confessato che Bigagnoli si starebbe rendendo conto, ogni minuto che passa, di quel che ha combinato. Come spiega il Corriere Veneto:

"Al suo futuro per ora non ha ancora pensato, gli interessa solamente che suo padre possa riprendersi al più presto"

La discussione in famiglia era scoppiata inizialmente tra il 65enne e la moglie, Agnese, per motivi legati al figlio Massimo. Il "ragazzo" non avrebbe mai deciso di abbandonare la stessa casa dei genitori, nonostante potesse permettersi un posto dove stare. Ha un lavoro: fa il parrucchiere proprio nel salone di proprietà, sotto casa.

"ADULTO MA NON SE NE VA DI CASA": FIGLIO ACCOLTELLA IL PATRIGNO IN UNA LITE

Il patrigno desiderava che si staccasse quel "cordone ombelicale" che lo teneva stretto alla madre. Lei non era d'accordo. Dopotutto restava "il suo bambino". Madre e figlio potranno ricongiungersi, probabilmente, nelle prossime ore, anche se per poco tempo. Il 37enne ha già avanzato richiesta di poterla incontrare in carcere. Così anche per la donna. A e ntrambi non resta che sperare che le Antonio si riprenda. Al più presto e senza complicazioni.

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