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Verona, accoltella l'amica davanti ai vicini di casa terrorizzati: arrestato e chiuso in cella un 59enne

Violenza improvvisa di un veronese nei confronti di una 39enne, sua ospite da qualche settimana. Un'accesa discussione sarebbe sfociata nell'aggressione a colpi di lama. Alla base del gesto forse la gelosia o lamentele da altri condomini

“Tentato omicidio”. Questa l’accusa mossa nei confronti di un 59enne veronese dopo aver accoltellato un’amica in un appartamento di Borgo Roma. Il giudice per le indagini preliminari, mercoledì mattina, non ha concesso la sua liberazione dalle celle di Montorio. L’uomo, Angelo Masut, ex guardia giurata e ora disoccupato, non avrebbe tenuto a freno le mani durante un litigio. In una, però, stringeva un coltello. Nella sua versione dei fatti, raccontata in sede di udienza di convalida dell’arresto, ha confessato di essersi adirato per le lamentele dei vicini circa il disturbo arrecato dalla donna di 39 anni che ospitava in casa, in via Benedetti, da circa due settimane. La violenza sarebbe scoppiata davanti agli occhi di altri vicini amici. Il fatto risale a lunedì scorso, nel pomeriggio.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Verona, la vittima era in compagnia quando era suonato il campanello. Dentro la stanza era comparso il 59enne che avrebbe subito cominciato ad inveire contro la malcapitata. All’improvviso si sarebbe “trovato in mano” il coltello di otto centimetri con cui poco prima aveva raccolto erbe aromatiche in giardino. E con quello avrebbe sferrato alcuni colpi. Secondo le testimonianze avrebbe tentato di raggiungere il collo. Senza riuscirci, fortunatamente. La 39enne, tossicodipendente e con alcuni precedenti per furto, è riuscita a difendersi ed è stata medicata solo per alcuni tagli alle mani. A causa di un fendente gli è stata diagnosticato il distaccamento di una falange. I carabinieri non escludono che alla base del gesto ci sia stato l'abuso di alcol e soprattutto un moto di gelosia. Quello che gli avrebbe fatto perdere qualsiasi contegno nell’affrontare la povera donna davanti a due amici, impietriti ma anche annebbiati dopo alcuni bicchieri di troppo. Lei avrebbe confessato che sarebbe stato il rifiuto di presunte avances sessuali a fargli scattare la rabbia. Dopo continui approcci del 59enne, andati a vuoto, aveva deciso di rivolgersi ad altri due uomini per trovare un posto in cui stare.

Sono stati loro a chiamare il 112. L’uomo, dopo l’aggressione, si era allontanato. Lo sono andati a prendere a casa, dove si era rifugiato e lo ritrovato con mani e maglione ancora sporchi di sangue e in stato confusionale. Poi il trasferimento in carcere. Dal giudice ha ammesso più volte di aver colpito la sua ospite senza avere l’intenzione di ucciderla. Di diverso parere, evidentemente, il pm, Elisabetta Labate.

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