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Cronaca Veronetta / Via Giosuè Carducci

Una veronese da Bruxelles: "La gente qui non vuole cedere ai terroristi"

Elena Natalie Lake, 29 anni e originaria di Verona, da un anno e mezzo lavora come assistente parlamentare: "Quando sono uscita la vita stava già piano piano riprendendo piede in città: la gente qui non è dell'idea di farsi impressionare"

Laureata in Scienze Politiche a Padova e da un anno e mezzo assistente parlamentare a Bruxelles, Elena Natalie Lake, veronese di 29 anni, ci ha brevemente raccontato gli attimi di preoccupazione vissuti nella mattinata del 22 marzo, quando è stata appresa la notizia degli attacchi terroristici contro l’aeroporto e una stazione della metropolitana della capitale belga, ma sopratutto la reazione della città agli episodi.

“Quando sono andata al lavoro quella mattina non si sapeva ancora dei terroristi. Eravamo a conoscenza delle esplosioni ma solo alle 9 si è saputo che si trattava di un attentato. Da quel momento non ci è stato possibile lasciare l’edificio per la nostra sicurezza e non abbiamo potuto fare altro che seguire con apprensione le vicende”.

Elena, che abitava con i genitori nella zona di piazza Isolo, prosegue poi raccontando che intorno alle 16 è stato dato il via libera per uscire dall’edificio: “Quando sono uscita la vita stava già piano piano riprendendo piede in città: la gente qui non è dell’idea di farsi impressionare. Non vogliono che il terrorismo influisca sulle loro vite, quindi hanno provato subito a riprendere la vita di tutti i giorni. Chiaramente con la consapevolezza di ciò che è successo, però rifiutando categoricamente di darla vinta ai terroristi che cercano di intaccare le loro libertà. In molti qui la pensano così”.

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