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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Vergognati straniero", bufera in Circoscrizione

Borgo Venezia, il consigliere Pd Tesfau nelle mire del leghista Marini

“Vergognati extracomunitario”. Nessun pelo sulla lingua, nemmeno nella sede istituzionale più importante a livello locale, il Consiglio. Così l’attacco di Loris Marini, 79 anni, vicepresidente leghista della sesta circoscrizione, al 28enne consigliere del Pd scaligero, Yared Ghebremariam Tesfau, di origine etiope. Causa dell’insulto è la discussione animosa e onnipresente sul Traforo delle Torricelle, che ha acceso ancora di più gli animi dei politici veronesi.

IL CONSIGLIO –C’è stata qualche parola di troppo, uno sfogo forse portato all’estremo da Marini” commenta il responsabile provinciale della Lega Nord, Matteo Bregantini “Non c’è traccia dell’ennesima deriva xenofoba e razzista montata ad arte e strumentalizzata per i consensi elettorali. La cosa sicura è che si tratti di una frase inopportuna ma che si scosta molto dalla figura di Loris Marini, esponente politico che molte volte si è impegnato nel mondo del volontariato manifestando grande solidarietà nei confronti dei disagiati”.

La bagarre è scoppiata nella sede di Borgo Venezia dopo le provocazioni da una parte e dall’altra e culminate dalla dichiarazione di Corsi nell’aver prontamente sconfitto la “piaga” dei “vu cumprà” per le strade veronesi. Parole che hanno spinto il consigliere del Partito democratico a complimentarsi ironicamente con l’assessore per “il livello culturale”, che hanno scatenato le ire di Marini. Un epiteto razzista, quello del leghista, che in aula ha lasciato tutti a bocca aperta ed è rientrato poco dopo con le scuse personali: “Mi è scappata- ha annunciato- e ammetto di aver sbagliato. La fase animata della discussione mi ha portato a dire cose che non pensavo. C’è stato un fraintendimento e credevo che le parole di Tesfau fossero indirizzate a me. Nulla di personale comunque, tanto che nell’ufficio del presidente Spada io e il consigliere Pd ci siamo avvicendati e stretti la mano”. Parole ingiuriose, chiosa lo stesso Tesfau, poiché provenienti da “un esponente politico in una sede istituzionale”. Ammette il 28enne consigliere: “Io criticavo la presunta coesione della maggioranza di Corsi è mi è piovuto addosso un insulto. Sottolineo che non c’è nulla di personale tra me e Marini ma è grave che un esponente come lui, garante delle istituzioni, sia arrivato a certe parole per farsi valere. L’insulto in sé non mi fa né caldo né freddo poiché pronunciato con un livello culturale e politico molto basso”.

LE REAZIONI – Solida la presa di posizione di Mauro Spada, presidente della sesta circoscrizione in quota Forza Italia: “Prendo le distanze dagli epiteti lanciati da Marini verso il consigliere Tesfau. Non ne condivido né gli atteggiamenti né i modi che giudico maleducati e non rispettosi. Posso solo dire che durante il Consiglio capita di dover sedare qualche bagarre nata dalla discussione concitata di alcuni esponenti”. Voci che si accavallano, urla e interruzioni varie sono all’ordine del giorno nelle tematiche politiche che più interessano, ma Spada precisa che “è deprimente seguire i vari politici che si scagliano contro gli oppositori e zittire le voci. Il Consiglio non è una classe di studenti indisciplinati, né tantomeno posso fungere io da maestro per riportare tutti alla calma. Mi appello al buonsenso civico e all’educazione”.

Cerca di placare le polemiche l’assessore Enrico Corsi, facendo appello alle “legittime discussioni animate che animano la protesta contro il passante”: “C’è stato un reciproco scambio di accuse e credo che Marini abbia semplicemente detto qualche parola in più del necessario. Sono cose che possono succedere e posso garantire che l’epiteto non sia oggetto di istigazione all’odio razziale”.

Dura, invece, la reprimenda del consigliere provinciale del centrosinistra, Diego Zardini che “esprime solidarietà al collega del Pd” e che annuncia l’appoggio alla mozione di biasimo che verrà presentata ai prossimi consigli di circoscrizione: “Spero vivamente che si prendano provvedimenti, e che Marini, in qualità di rappresentante delle istituzioni faccia un passo indietro e rassegni le dimissioni. Certe parole sono inammissibili nella discussione politica”.

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