Cronaca

Un 23enne perseguita la sua ragazza per mesi: "Ti sfiguro con l'acido"

Un incubo di sette mesi di cui è stata vittima una ragazza che all'epoca era ancora minorenne. L'aveva aggredita subito dopo la fine della loro storia. Poi minacce a conoscenti e parenti. Aveva puntato anche la pistola contro un amico

Era arrivato a chiamarla 270 volte al giorno. Una chiamata ogni 13 minuti, per 24 ore. Potrebbe essere un record, non si trattasse di un caso di molestie. Anche violenta: il veronese di 23 anni ritenuto responsabile sarebbe arrivato a costringere un conoscente della sua ex a fissare un appuntamento puntandogli una pistola contro. I più, durante i fatti contestati, la sua vittima era ancora minorenne. Con l'accusa di stalking, violenza provata, porto abusivo di armi e molestie il giovane è finito davanti ai giudici. Da marzo scorso, ovvero da quando era partita la denuncia, si trova in carcere a Montorio. Era stato necessario l'intervento del questore di Verona, Michele Rosato, che l'aveva dovuto ammonire di "darci un taglio".

Le azioni moleste erano cominciate, come purtroppo succede in quasi tutti i casi analoghi, dopo la fine della "love story" durata sette mesi, fino ad agosto 2012. Il 23enne tuttavia, aveva cominciato subito a dare segni preoccupanti: dopo la notizia aveva afferrato la ragazza per i capelli e l'aveva spinta contro un muro. Come segnalano i quotidiani locali, l'escalation di violenza si è via-via manifestata col passare del tempo. Un giorno dell'ottobre scorso le aveva telefonato ben 270 volte. In una di queste "conversazioni" era arrivato a minacciare di morte anche il padre della vittima, o a pronunciare frasi del tipo "ti sfiguro la faccia con l'acido" o "voglio vedere la tua faccia morire". Su Facebook la sua "opera di convincimento" si era estesa ai conoscenti online. Nessuno doveva permettersi di contattarla senza il suo permesso.

A novembre, poi, il "punto di non ritorno": aveva intercettato un amico della vittima e, pistola alla mano, l'aveva costretto a convincerla di rimettersi con lui. Un appuntamento finito molto male per tutti i "protagonisti" della vicenda: i due ragazzi si erano portati fino sotto casa della giovane. Lei, quando aveva notato il suo ex, era scappata. Il ragazzo, per tutta risposta, aveva sferrato un violento pugno all'amico. Ieri, in Tribunale, ha patteggiato la pena a due anni e tre mesi di carcere. Il giudice per l'udienza preliminare, Laura Donati, ha confermato che il 23enne dovrà restare dietro le sbarre.

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