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Veneto in zona rossa

Veneto in zona rossa

Rt da zona arancione, ma incidenza troppo alta: il Veneto resta ufficialmente in zona rossa

I dati per la nostra Regione sono in lieve miglioramento, ma decisiva è stata la soglia dei 250 casi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti, oltre la quale è prevista la zona rossa

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia nazionale, firmerà venerdì sera delle nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedi 29 marzo. Da tale data passeranno in area rossa le Regioni Calabria, Toscana e Val d'Aosta. Al contrario la Regione Lazio passerà in area arancione a far data dalla scadenza della prrecedente ordinanza che la classificava in rosso, ovvero a partire da martedì 30 marzo. La Regione Veneto rimarrà invece ufficialmente in zona rossa, pur avendo un indice Rt inferiore a 1,25.

I dati che emergono nel monitoraggio della Cabina di regia riferiscono per il Veneto una situazione in lieve miglioramento, ma comunque non abbastanza per garantire il passaggio in arancione. L'indice Rt nel monitoraggio della scorsa settimana era 1,25 mentre questa volta si è attestato a 1,23 per il periodo che va dal 15 al 21 marzo. Anche la valutazione complessiva del livello di rischio per la nostra Regione è passata da "alto", la scorsa settimana, a "moderato", nel monitoraggio odierno, tuttavia ciò non basta a garantire l'ingresso in area arancione. 

Ad essere stata decisiva per la permanenza del Veneto in zona rossa fino almeno alla prossima settimana, è stato il parametro dell'incidenza settimanale di positività ogni 100 mila abitanti. Lo scorso monitoraggio aveva segnato per il Veneto 264 casi, mentre quello di oggi riporta 254 casi ogni 100 mila abitanti, dunque ancora un piccolo miglioramento, ma comunque non abbastanza. La soglia decisivia è quella dei 250 casi, sopra la quale il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 all'Art. 1 comma 2 stabilisce che in una Regione si applichino le misure previste per la zona rossa. Ed è appunto ciò che è avvenuto per il Veneto che, pur avendo un indice Rt compatibile con la zona arancione (cioè inferiore ad 1,25) si ritrova ugualmente in zona rossa a causa dell'incidenza settimanale di positività ogni 100 mila abitanti sopra i 250 casi. Stessa sorte anche per la Lombardia che ha un Rt ancora più basso (1.08), ma un'elevata incidenza, ben 293 casi. 

Nella sintesi del monitoraggio, la Cabina di regia nazionale spiega che «l’incidenza a livello nazionale è ancora molto elevata» e che «alla luce della predominanza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità è consigliato mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità». L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93 - 1,21), in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. «I dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri - conclude la Cabina di regia - richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione».

Le norme della zona rossa in breve

Ricapitoliamo in breve le disposizioni attualmente previste per la zona rossa dal Dpcm 2 marzo 2021:

  • Per uscire di casa è necessario avere un motivo valido: lavoro, necessità o salute.
  • Sussiste il coprifuoco tra le ore 22 e le 5.
  • L'attività motoria o sportiva a livello individuale è ammessa tra le ore 5 e le 22. Per l'attività motoria il limite spaziale è quello della «prossimità di casa», mentre per quella sportiva l'ambito è il territorio comunale. Se si svolge un'attività sportiva che implichi in se stessa uno spostamento, è allora ammesso anche il transito in altri Comuni, ma lo spostamento deve sempre restare finalizzato allo svolgimeto di attività sportiva e poi concludersi nel Comune di partenza.
  • Non è ammesso lo spostamento verso altre abitazioni private abitate, salvo motivi di lavoro, necessità o salute.
  • I musei e luoghi della cultura, oltre ai teatri ed i cinema, sono chiusi.
  • I bar ed i ristoranti possono effettuare solo consegne a domicilio, oppure servizio d'asporto. Per l'asporto dalle ore 5 alle 18 non sono previste restrizioni ed è quindi ammesso spostarsi anche verso un bar per acquistare cibo o bevande (con divieto di consumazione nei pressi), mentre dalle 18 alle 22 è vietata la vendita d'asporto ai locali che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina, ma è ammessa per le enoteche.
  • Le attività in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado sono sospese.
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