Il Veneto contro il Ceta. Zaia: "Mortifica le nostre tipicità e genuinità"

La Regione sosterrà la battaglia contro l'approvazione da parte dell'Italia dell'accordo commerciale ed economico tra l'Unione Europea e il Canada

(foto Wikipedia)

Tradotto letteralmente è "Accordo economico e commerciale globale". Un nome molto generico. È un trattato di libero scambio che coinvolge il Canada e i paesi dell'Unione Europea ed è noto con l'acronimo Ceta. Il Parlamento europeo lo ha già approvato, ma è un accordo che deve ottenere l'approvazione anche di tutti i paesi dell'Ue per entrare in vigore.

L'iter per la sua approvazione è in corso anche in Italia ed da più parti osteggiato. Anche la Regione Veneto ha espresso oggi, 27 giugno, la sua posizione nettamente contraria al Ceta. "La giunta regionale del Veneto sosterrà la battaglia contro la ratifica dell’accordo che mortifica le nostre tipicità e la nostra genuinità - ha detto il presidente Luca Zaia - Si va a fare accordi per abbattere dazi e barriere doganali con Paesi che hanno gli Ogm. Vuol dire che le nostre tavole non avranno più i 4.500 prodotti tipici supercertificati dell’agricoltura italiana. Tra questi i 350 prodotti tipici veneti di un'agricoltura con 160 mila aziende che fattura 6 miliardi di euro. Non avremo più la tranquillità della sicurezza alimentare. Significa rompere un argine e dire di sì agli Ogm".

"Il Ceta - ha spiegato poi l'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan - semplifica e vanifica il complesso sistema di regole di produzione, di protezione della qualità e dell'ambiente vigente a livello comunitario e nazionale, rispondendo all'unico criterio della facilitazione commerciale".

Contrario anche il Movimento 5 Stelle, secondo cui questo trattato "è costruito su misura per le multinazionali e per le grandi aziende canadesi. Le piccole e medie realtà imprenditoriali e agricole del Veneto saranno schiacciate da un regime di concorrenza sfrenata e da regole commerciali fissate dalle grandi corporation: le sole in grado di avvantaggiarsi dal mercato globale. In pericolo ci sono la biodiversità e la protezione delle nostre aziende agricole. In una parola: il made in Italy e l'eccellenza regionale, ha dichiarato il senatore 5 Stelle Gianni Girotto. "Dei prodotti enogastronomici tutelati dai marchi Dop, Doc, Igo, Igt, che oggi sono migliaia in tutta Europa e diversi in Veneto, domani il Ceta ne considera solo 173. E solo in Italia appena 41 a fronte dei 288 marchi Dop e Igt registrati. Il nostro Paese dovrà dunque rinunciare alla tutela dei restanti 247, con effetti gravissimi sul piano della perdita della qualità del nostro made in Italy. La nostra produzione agroalimentare potrà essere altamente esposta al rischio contraffazione".

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