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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Vaiolo delle scimmie, caso diagnosticato a Verona. Paziente in isolamento domiciliare

Ha contratto il virus all'estero, le sue condizioni non sono preoccupanti ma resta sotto osservazione

È stato diagnosticato a Verona uno dei due nuovi casi di contagio da vaiolo delle scimmie scoperti ieri, 25 maggio. I due contagiati sono lombardi e nessuno è in condizioni preoccupanti. Entrambi hanno contratto il virus all'estero e ora si trovano in isolamento domiciliare e sotto osservazione.

La diagnosi del paziente a Verona è avvenuta alla Clinica delle Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e i test sono stati confermati dal laboratorio dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Il paziente è attualmente stazionario presso il proprio domicilio in Lombardia e valutato periodicamente, tramite telemedicina, dai medici infettivologi dell'Azienda Ospedaliera di Verona.
«Siamo soddisfatti della rapida diagnosi che dimostra come il sistema di allerta clinico infettivologico dell’azienda funzioni perfettamente - ha dichiarato il direttore generale dell’Aoui Callisto Marco Bravi - Ritengo che questo caso non debba destare preoccupazione perché il sistema ospedaliero è in grado, anche grazie alla terribile esperienza della pandemia Covid, di rispondere rapidamente a questa tipologia di infezioni. Sono state inoltre inviate, come di consueto, le dovute segnalazioni alle autorità competenti regionali e nazionali».
«È importante inoltre sottolineare - ha aggiunto Evelina Tacconelli, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive - come per il vaiolo delle scimmie è già a disposizione un vaccino e una terapia per via orale. A marzo, Aifa ha infatti approvato il tecorivimat, farmaco antivirale in compresse, con questa specifica indicazione. Non sono ancora disponibili linee guida specifiche, ma è verosimile che il trattamento venga inizialmente riservato a soggetti immunocompromessi o con patologie concomitanti gravi a rischio di una evoluzione del vaiolo grave».

Il direttore generale del welfare dela regione lombardia ha spiegato che «il vaiolo delle scimmie è una zoonosi silvestre che può comportare infezioni umane accidentali, che di solito si verificano sporadicamente nelle parti boscose dell'Africa centrale e occidentale. È causato da un virus che appartiene alla famiglia degli orthopoxvirus, che può essere trasmesso per contatto e per esposizione alle goccioline. Il suo periodo di incubazione è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. I sintomi possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose, ma di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni. Il serbatoio animale del virus rimane sconosciuto, anche se è probabile che sia tra i roditori. Fattori di rischio noti sono il contatto con animali vivi e morti e la caccia e il consumo di selvaggina. Storicamente, la vaccinazione contro il vaiolo ha dimostrato di essere protettiva contro il vaiolo delle scimmie».

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