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Obbligo vaccinale, cresce il fronte dei favorevoli al ricorso del Veneto

Quando c'è uno scontro, è facile prendere posizione. E nello scontro tra il ministro Lorenzin e il presidente del Veneto Zaia, c'è chi si schiera dalla parte di Zaia

Era immaginabile che quest'anno i giorni antecedenti all'inizio dell'anno scolastico sarebbero stati intensi e frenetici. Di norma lo sono sempre per le famiglie che devono star prendere libri e materiale scolastico. Quest'anno si è aggiunto l'obbligo vaccinale, con l'onere per i genitori di presentare una documentazione che attesti che il proprio figlio è stato sottoposto ai 10 vaccini che il decreto Lorenzin ha reso obbligatori. Per i bambini totalmente vaccinati bastava un'autocertificazione, mentre per quelli non in regola era necessario mostrare l'appuntamento preso all'Ulss per eseguire i vaccini mancanti. Una situazione che ha aumentato e non di poco la mole di lavoro alla Ulss 9 Scaligera, dove si registrano file, ma il sistema non è andato in tilt.

Agli impegni delle famiglie corrono parallele le polemiche politiche, che nel Veneto si sono manifestate principalmente con il ricorso della Regione contro il decreto Lorenzin e recentemente con la moratoria introdotta dall'ente regionale che allontana fino al 2019 il termine per la messa in regola delle famiglie sul decreto vaccini. Una decisione che ha riacceso lo scontro tra il presidente del Veneto Luca Zaia e il ministro alla salute Beatrice Lorenzin.

E quando c'è uno scontro è facile schierarsi, soprattutto se lo scontro è a due. Il presidente Zaia scopre così di avere alleati in questa sua battaglia contro l'obbligo vaccinale. Ad esempio il gruppo consiliare venete del M5S ha avallato il ricorso presentato dalla Regione contro il decreto Lorenzin. Anche se in questa battaglia tra Zaia e Lorenzin, i 5 Stelle notano "una connotazione politica e strumentale a un'operazione di sicurezza e sanità - scrivono i consiglieri regionali - La sensazione è che si stia giocando una partita tra partiti, nella quale al centro non ci sono i cittadini. Sia chiaro, siamo a favore della massima copertura vaccinale e per la messa in sicurezza della popolazione infantile.   Attraverso l'informazione e la massima diffusione delle informazioni il Veneto ha raggiunto una copertura vaccinale ottimale. Non è certo con obblighi e multe che si raggiungono questi obiettivi.

Insomma, una posizione quella del M5S veneto simile a quella della maggioranza, favorevole alla massima diffusione dei vaccini ma spinta dall'informazione e dal convincimento delle famiglie e non dalla coercizione. 

Più che con un'imposizione - scrive il consigliere regionale Sergio Berlato - il governo dovrebbe impegnarsi ad attuare una campagna informativa specifica sull'utilità dei vaccini, puntando sulla conoscenza e sull'efficacia delle vaccinazioni per scongiurare il ripresentarsi di malattie pericolosissime per la salute umana.

E anche la politica veronese Francesca Martini, già sottosegretario alla salute durante il governo Berlusconi ha preso posizione in favore del ricorso veneto.

È ingiusto che a pagare le conseguenze dei diktat del governo dal sapore vagamente dittatoriale siano bambini e giovani studenti, vittime di burocrazia e dell'arroganza di due ministri non eletti tra l'altro dal popolo. Un disordine normativo al quale sarebbe opportuno porre rimedio, se non con una modifica costituzionale, quantomeno con l'adozione di una direttiva ministeriale che possa indirizzare le regioni a utilizzare dei protocolli di intervento comuni. Ora le ministre provvedano subito a una proroga che permetta a tantissimi bambini di accedere al nido e alla scuola dell'infanzia che altrimenti sarebbero ingiustamente esclusi.

E infine c'è Forza Nuova, che con il dirigente nazionale veronese Luca Castellini che cavalca l'onda del caso della bambina morta di malaria a Brescia per incolpare gli immigrati. "Invece delle vaccinazioni che portano milioni di euro nelle tasche dei soliti noti - incalza Castellini - la prima e unica vera profilassi nazionale dovrebbe essere il blocco immediato dell’immigrazione".

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