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Vaccini anti Covid: la "terza dose" in Italia si potrà fare già a 4 mesi dall'ultima somministrazione

Firmata la circolare del ministero della Salute che formalizza quanto annunciato dal ministro Roberto Speranza

Dopo l'annuncio di ieri da parte del ministro della salute Roberto Speranza, è arrivata quest'oggi la conferma ufficiale: la somministrazione di richiamo del vaccino anti Covid, ovvero la dose cosiddetta "booster" o "terza dose", si farà in Italia a partire già da un intervallo di tempo che scende a 4 mesi (e non più 5 come in precedenza). La data esatta a partire da quando sarà possibile anche dopo soli 4 mesi dall'ultima somministrazione eseguire il richiamo, deve però ancora essere indicata e sarà il commissario per l'emergenza Covid, il generale Figliuolo, a stabilirla.

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Scarica la circolare del ministero della salute

Al momento quanto segue è ciò che si legge nella circolare del ministero della salute firmata quest'oggi, venerdì 24 dicembre: «Alla luce delle attuali evidenze sull'impatto epidemiologico correlato alla maggiore diffusione della variante B.1.1.529 (Omicron) e sulla efficacia della dose booster nel prevenire forme sintomatiche di Covid-19 sostenute dalla citata variante, al fine di estendere gradualmente l’offerta del richiamo vaccinale e nel rispetto del principio di massima precauzione, si rappresenta che la somministrazione della dose di richiamo (booster) a favore dei soggetti per i quali la stessa è raccomandata, con i vaccini e relativi dosaggi autorizzati, sarà possibile dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario o dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione in caso di soggetti vaccinati prima o dopo un’ infezione da Sars-CoV-2, in base alle relative indicazioni)».

La stessa circolare inoltre specifica: «Si conferma, inoltre, l’assoluta priorità di mettere in massima protezione con tempestività sia tutti coloro che non hanno ancora iniziato o completato il ciclo vaccinale primario, sia i soggetti ancora in attesa della dose addizionale (trapiantati e immunocompromessi), sia i soggetti più vulnerabili a forme gravi di Covid-19 per età o elevata fragilità, nonché tutti coloro per i quali è prevista l’obbligatorietà della vaccinazione che non hanno ancora ricevuto la dose booster nei tempi previsti».

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