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Cronaca

Universit in crisi, anche Verona a rischio chiusura

Con la nuova legge molti Atenei in pericolo: "Serve una riforma pi seria"

Crisi dell’università, anche Verona a rischio di chiusura. A dirlo è il rettore dell’ateneo veronese Alessandro Mazzucco, che è intervenuto oggi in occasione dell’inaugurazione del 27esimo anno accademico. In prima fila erano presenti il sottosegretario all’Economia e finanze Alberto Giorgetti, l’assessore alla Cultura Erminia Per bellini, l’assessore provinciale all’Istruzione Marco Luciani.

Ma Verona non era una delle università dette “virtuose”?
“L’appellativo di ‘virtuoso’ definisce quelle università che negli anni hanno saputo presentare un bilancio in pareggio, e noi siamo tra quelli –ha spiegato il rettore Mazzucco- Purtroppo se la legge 126 verrà attuata in maniera completa saremo costretti a chiudere, come tutti. È impensabile un futuro senza università: si sarà costretti a comprare la classe dirigente dall’estero. Questa è una diretta conseguenza di come è stata trattata la cultura dagli anni 60 fino ad oggi, con finanziamenti straordinari in attesa di un provvedimento più concreto. Ma ora basta rimandare. I tempi sono quanto mai maturi per una riforma seria dell’università che premi il merito e la competizione, condannando il nepotismo che purtroppo c’è. L’eccellenza in ambito accademico è un criterio che viene attribuito da terzi. Allo stesso modo è auspicabile un controllo esterno sulla qualità della ricerca degli atenei”.


Il modello a cui si vuole ispirare è quello dell’higher education americana. “All’estero spesso succede che lo Stato e l’università si sostengano reciprocamente: uno formula le attese nei confronti del sapere, mentre l’università si impegna a formare i laureati di cui lo Stato necessità. È una prospettiva molto lontana, ma questa è la strada da seguire”.

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