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Unicredit, Tosi attacca: "Chi sbaglia paga"

Unicredit, Tosi attacca: "Chi sbaglia paga"

Unicredit, Tosi attacca: "Chi sbaglia paga"

Il Sindaco vuole fermare la scalata dei libici, che si ritengono "estremamente soddisfatti"

Sono giorni convulsi per gli azionisti Unicredit. Pacchetti azionari in aumento (dei libici) e pacchetti azionari che si sgonfiano (Cariverona). In una situazione così fluida la Lega vede come fumo negli occhi i capitali arabi in entrata, che potrebbero sbarrare loro alcune porte importanti per accedere alla "stanza dei bottoni" della banca.

Gli occhi continuano a essere puntati su Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo, che invece non sembra intendere ostacolare la "scalata" libica. "Chi sbaglia paga", questo il giudizio del sindaco Tosi (intervistato da affaritaliani.it) sulla questione, accodandosi alle dichiarazioni del Governatore Zaia, che aveva parlato di una "scalata bella e buona, da contingentare".

"Profumo è sicuramente un manager di alto profilo - ha dichiarato Tosi - ma questa vicenda l'ha gestita un po' in proprio. Normalmente chi svolge il suo ruolo non ha solo compiti di leadership ma anche di coordinamento". "E' evidente che si tratta di una scalata: hanno comprato prima il 5% (con il fondo della Banca Centrale di Tripoli, ndr), poi il 2,5% (con il fondo sovrano libico, ndr). E fingono di essere soggetti separati. E' ovvio che non ci crede nessuno. Non c'è nulla di casuale. E il fatto che il tutto viene da Gheddafi, persona molto furba e intelligente, non fa che aumentare la preoccupazione: il Colonnello è tutto fuorché un investitore istituzionale".

Ma, mentre i libici aumentavano la loro presenza in Unicredit, Cariverona è passata dal 4,9 % al 4,7 % del pacchetto azionario. "La Fondazione ha limato qualcosina - argomenta Tosi. Il problema di fondo non è se Cariverona ha il 4,7% o il 4,9%, ma la scalata degli arabi".

Sulla vicenda Biasi, presidente della Fondazione Cariverona indacato dalla procura di Teramo per bancarotta preferenziale, nessun dubbio: "E' una bomba che hanno tirato con un motivo e un momento ben precisi. Però per fortuna alla fine si rivelerà un petardino".

Ironia del destino, su Unicredit si è creata un'inedita convergenza di opinioni con l'Idv: "Il coinvolgimento di Alessandro Profumo nella scalata di Gheddafi a Unicredit è innegabile - afferma il senatore Elio Lannutti, Capogruppo IdV in Commissione Finanze e Tesoro. "Dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi prima di essere giustamente denunciato per ignavia".

Dal canto suo la Banca Centrale Libica è "estremamente soddisfatta" per l'investimento in Unicredit. Lo si legge in un comunicato, in cui si precisa che l'operazione è di lungo periodo.

In particolare, la Banca centrale della Libia si definisce estremamente soddisfatta anche per le "relazioni in corso con le Autorità italiane". Sempre in merito alla partecipazione detenuta in UniCredit (pari al 4,98% del capitale), la Banca centrale libica ricorda che questo investimento risale all'inizio degli anni '90, ai tempi dell'allora Banca di Roma

Inoltre, viene spiegato, nel 2008 diverse banche internazionali hanno chiesto alla Banca centrale libica di acquistare una partecipazione strategica. Pertanto, il consiglio della banca centrale ha deciso che incrementare la partecipazione in Unicredit fosse in linea con i criteri d'investimento in 'equity' (azionario, ndr) di lungo termine e che una tale operazione avrebbe rafforzato ulteriormente i rapporti economici tra Libia e Italia.

"La Banca centrale - si legge infine nella nota - è un'istituzione indipendente governata dalla legge bancaria libica del 2005. Tutte le regole e i regolamenti relativi alla Banca centrale sono decisi dal suo board".


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