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Un immigrato su tre vuole il dialetto a scuola

Un immigrato su tre vuole il dialetto a scuola

Un immigrato su tre vuole il dialetto a scuola

Lo afferma un ricerca Quaeris. Zaia: " un potente strumento d'integrazione"

Un immigrato su tre vorrebbe imparare a scuola il dialetto veneto. Lo dice una ricerca dell’istituto Quaeris, svolta su un campione di 600 immigrati residenti in regione (300 studenti e 300 lavoratori). La proposta del ministro all’Agricoltura Luca Zaia e candidato governatore in Regione ha trovato, quindi, un discreto seguito anche da parte degli immigrati. Tra i lavoratori stranieri, l’85% ritiene il dialetto utile per il contesto lavorativo e le relazioni nel territorio. Tra i 600 intervistati, il 26% ha affermato di aver “dovuto” imparare la lingua veneta, il 74% di averla voluta imparare.

Il sondaggio è stato commissionato a Quaeris dalla Fondazione Ispirazione e dalla cooperativa “Insieme si può”, che nella scuola d’infanzia da loro gestita e nei corsi professionali prevedono già l’insegnamento del dialetto. Per il ministro Zaia il dialetto è un potente strumento di integrazione: “Il dialetto accorcia le distanze e favorisce le relazioni sociali. In base alla ricerca, ad esempio, gli anziani e i disabili si sentono più sicuri se chi li assiste parla il dialetto – ha detto il ministro -. Questi dati sono la conferma che siamo nel giusto quando affermiamo che le lingue materne sono una componente imprescindibile della comunità e della sua identità».
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