Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Zevio / Via Don Gaspare Bertoni

Agnostici contro l'omofobia: "Tosi revochi la mozione anti gay"

Uaar in prima file per "togliere una macchia dal buon nome di Verona. La revoca esplicita di quel provvedimento deve essere fatta e la chiede tutta l'opposizione a gran voce"

Ancora una volta il dibattito politico torna al nodo stridente dell'omofobia. Ad accendere il dibattito è l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti veronesi: "Nel luglio 1995 il consiglio comunale di Verona, con i voti dei consiglieri di centrodestra, approvò una mozione dichiaratamente omofoba, che fece scalpore in tutta Italia. Era il tempo della maggioranza berlusconiana con sindaca Michela Sironi - scrive l'Uaar in una nota-. Era una mozione che portava Verona fuori dall’Europa respingendo l’applicazione delle direttive del Parlamento europeo in tema di diritti civili e umani e di pari opportunità".


"Vi si leggeva - sottolineano gli agnostici - che “l’omossualità contraddice la stessa legge naturale e l’applicazione della succitata risoluzione avrebbe effetti fortemente negativi sulla formazione psicologica e umana dei giovani”, chiaramente d’ispirazione cattolca. Qualche settimana prima c’era stata in consiglio comunale una discussione sul tema della famiglia ed il grande intellettuale leghista e cattolico Romano Bertozzo definì i gay malati mentali “da castrare come i capponi”, della serie: “tagliamo la mano sinistra ai mancini”. Da oltre un mese i consiglieri comunali Bertucco (Pd) e De Robertis (Sel) hanno presentato un ordine del giorno, che ha raccolto anche le firme di Benciolini (Movimento 5 Stelle), Castelletti (Gruppo Misto) e Pasetto (Lista Tosi), in cui si chiede la revoca della mozione omofoba approvata dal Consiglio comunale di Verona nel luglio 1995. Da quanto appare sui media nazionali, sembra che il sindaco Tosi abbia cambiato parere in materia. Tosi lascia “intendere che la mozione non aveva rilevanza formale, non prevedeva spese e di fatto è decaduta con quel Consiglio e quella Giunta”. A noi sembra, però, che una revoca esplicita di quella mozione sia opportuna per togliere una macchia al buon nome di Verona, checché ne dicano Zenti e gli integralisti cattolici".

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