Cronaca Torri del Benaco / Via Gardesana

Torri del Benaco. Divieto di sosta e prospettive: scatta la querelle fotografica

Un turista di Parma in vacanza a Torri del Benaco, si è visto assegnare una multa per divieto di sosta dalla polizia municipale. L'uomo di 46 anni avrebbe però scattato una foto della vettura che proverebbe la sua innocenza, ma i rilievi fotografici della polizia sono discordanti

A Torri del Benaco presso la Baia Stanca, impazza un contenzioso tra un parmense in vacanza e la polizia municipale. L’uomo di 46 anni, Ernesto Russo, avrebbe commesso un’infrazione di divieto di sosta, secondo le forze dell’ordine, ma a sua detta la multa di euro 28,70 che si è trovato sull’auto, sarebbe ingiustificata. Ad essere contestata dal vacanziero punito dalla legge, è in primo luogo proprio la posizione della vettura. Stando al suo racconto riportato dall’Arena, infatti, la sua Fiat Multipla blu non avrebbe affatto occupato una zona di divieto: “Sabato 18 luglio ero a Torri. Il mattino, alle 9,30 circa come ho sempre fatto, ho parcheggiato sul lato destro della carreggiata della Gardesana, dove vige il divieto di sosta con rimozione 24 ore su 24, che non è però in vigore al di fuori della carreggiata oltre la linea bianca che la delimita. Ho infatti lasciato la mia Fiat Multipla blu circa 300 metri oltre la Baia Stanca (Via Gardesana KM63), assicurandomi, appunto, che le ruote fossero al di fuori della carreggiata, verso il muro nella direzione nord. Sono stato talmente attento che, facendo manovra, ho rischiato di segnare il lato destro dell'auto contro il muro pur di essere certo che fosse interamente in quello spazio. Inoltre ho chiuso lo specchietto retrovisore anteriore sinistro in modo che, a sua volta, non sporgesse oltre la linea”.

Una ricostruzione dettagliata che non viene contestata dalla polizia municipale, salvo che per una questione, quella del posizionamento della vettura. È lo stesso comandante della polizia Domenico Tenca a specificare come i rilievi fotografici in loro possesso, offrano una prospettiva differente rispetto a quella del malcapitato automobilista, il quale è stato pertanto invitato a rivolgersi al giudice di pace per continuare la vertenza.

In realtà anche Domenico Russo sarebbe in possesso di una fotografia probante la sua innocenza, ma per sua sfortuna questa contrasta con quella della polizia che dimostrerebbe invece lo sconfinamento dell’automobile nella zona di sosta vietata. Discrepanze queste, dovute secondo Russo dalla prospettiva fuorviante dalla quale è stata presa la foto della polizia, derivanti invece per le forze dell’ordine dal tentativo del cittadino parmense di evitare il pagamento attraverso un escamotage: spostare prima la propria vettura e poi scattare la fotografia da mostrare alla polizia.

Un bel rompicapo, degno dell’epoca degli smartphones e dei selfies compulsivi in cui viviamo. Ma sociologia a parte, Ernesto Russo è certo della sua innocenza, tanto che si è detto disponibile a qualsiasi tipo di riscontro, anche tramite telecamere di registrazione, o controllo ulteriore, pur di provare la propria non colpevolezza. Nell’attesa però tanto tempo sprecato e vacanze rovinate, o quasi, per una multa di pochi euro, ma forse più che altro per una questione di principi, o punti di vista, che non sempre nella vita tendono a convergere.

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