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Nuovo allarme per le truffe online: diversi i casi di veronesi raggirati sul web

Dalla vendita di orologi e prodotti elettronici, si arriva a quella di biglietti per treno ed aero, fino alla compravendita di motocicli d'epoca: i carabinieri della Compagnia di Peschiera mettono in guardia i cittadini

Quello delle truffe online è un fenomeno che continua a tenere banco e ad impegnare le forze dell'ordine, che con tutti i mezzi a loro disposizione cercano di prevenirlo e di rintracciare i malviventi che sfuggono ai controlli, riuscendo poi ad aggirare gli ignari internauti. 
Nell'immaginario collettivo sono soprattutto gli anziani ad essere indicati come le vittime predilette dei truffatori, con figli e nipoti che si prodigano in consigli utili a fare in modo che il parente non cada nella tela tesa dai malviventi. Spesso però sono proprio le fasce medio-giovani ad abboccare in questi tranelli, preparati spesso da astuti criminali che tentano poi di rendersi irreperibili una volta ottenuto il bottino. Tra queste tecniche di truffa sono presenti il phishing e il boxing: nel primo caso la vittima viene raggiunta da una e-mail apparentemente della banca o della società che ha emesso la carta di credito, nella quale è presente un link che rimanda ad una pagina internet dove vengono richiesti i dati sensibili dell'utente (informazioni personali e conto corrente), che vengono poi utilizzati prelevare il denaro; il boxing invece consiste nell'appropriarsi direttamente dalla cassetta della posta del cittadino della lettera inviata dall'istituto di credito dove è presente la carta di credito (che verrà poi clonata) o le coordinate bancarie, che verranno a loro volta utilizzate in maniera fraudolenta. 

E proprie queste tecniche sono al centro di alcuni casi scoperti dai carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda, i quali vigilano su un territorio composto da 9 comuni e dove risiedono circa 100mila persone. Il Comandante Francesco Milardi, il Luogotenente Luca Battaglia della stazione di Lazise e il Vicecomandante della stazione di Peschiera Davide Corrada, hanno fatto il punto su alcune di queste operazioni in una conferenza stampa che si è tenuta mercoledì mattina al Comando provinciale di Verona. 

Nel primo caso i protagnisti sono stati i militari di Peschiera, che hanno individuato nel Sud Italia una banda originaria dell'est europeo, dedita a questo tipo di reati. Nello specifico, la vicenda è partita da una disavventura di uno uomo della zona, che mentre navigava su internet è incappato in una pubblicità ingannevole presente su Facebook. Il cibernauta intendeva acquistare un orologio di una nota marca ed ha quindi cliccato su un link che lo ha rimandato su una pagina che ad una prima occhiata sembrava quella ufficiale dell'azienda. In realtà si trattava di un'esca piazzata ad hoc dai malfattori: l'utente è andato avanti con le procedure per l'acquisto, fino a quando non è arrivato al punto in cui gli si chiedeva di versare tramite bonifico la somma pattuita, ad un iban fornito dalla falsa società di elettronica. Poichè però quel conto era già stato segnalato, il primo tentativo di versamento non è andato a buon fine, così i truffatori hanno hanno fornito delle nuove coordinate adducendo ad alcuni problemi di vario genere per quanto riguarda le precedenti, riuscendo così ad intascare la somma. 
Quando il compratore ha visto che il prodotto ordinato tardava ad arrivare, si è rivolto alle forze dell'ordine, che dai vari passaggi di denaro sono riusciti a risalire all'associazione a delinquere finalizzata alla truffa: non si trattava infatti della prima vittima della banda, che aveva già "raccolto" 20mila euro, sequestrati poi dai carabinieri che hanno dato il via alle denunce. 

Ancora più subdolo lo stratagemma con cui è stato tratto in inganno un uomo di Lazise, che ha sua volta si è poi recato alla stazione locale per denunciare i fatti. Su alcuni siti internet infatti aveva trovato dei biglietti per treno ed aereo messi in vendita da privati a prezzi più bassi del normale da alcuni privati, che si dicevano costretti a venderli per l'insorgere di problemi dell'ultimo. I tagliandi poi venivano effettivamente recapitati all'acquirente, con lo scopo di carpire le coordinate della sua carta ed utilizzarla poi per acquisti fraudolenti e prelievi. 
In questo caso le indagini hanno portato i carabinieri a scoprire un sodalizio criminale campano, che sfruttava dei cittadini extracomunitari incensurati per ottenere del schede Sim e delle PostePay. Le prime venivano usate per mettersi in contatto con la vittima, ed inviare magari anche il biglietto elettronico, le seconde per ricevere il versamento del denaro: entrambe poi venivano disdette dai truffatori nel tentativo di rendersi irrintracciabili. Gli investigatori però sono riusciti ad individuare 15 soggetti tra Napoli, Caserta e Avellino, e a denunciarli insieme ai cittadini stranieri, per l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, che aveva fatto alcune vittime nella zona del lago di Garda. 

Con simili modalità, un altro uomo residente nella zona di Peschiera, ha denunciato ai carabinieri l'acquisto di 100 grammi d'oro, addebitato sulla sua carta di credito per 3700 euro. Un truffatore residente in Campania infatti era riuscito ad appropriarsi dei suoi dati sensibili ed aveva comprato il lingotto, cambiando anche la password ed utilizzando pertanto la carta nella maniera apparentemente corretta, senza destare i sospetti dell'istituto di credito. Alla fine però i militari sono riusciti a bloccare l'operazione e ad individuare il malvivente. 

Ricordando anche il caso di una Lambretta venduta ad un prezzo irrisorio e alla seguente scoperta della truffa, il Maggiore Milardi, il Luogotente Battaglia e il Vicecomandante Corrada, hanno messo in guardia i cittadini: in questi tempi dove l'e-commerce prende sempre più piede, occorre infatti stare attenti a dove vengono eseguiti gli acquisti via internet e anche alle offerte "un po' troppo stracciate", spesso utilizzate dai truffatori come specchietto per le allodole per attirare e raggirare nuove vittime. 

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