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Cronaca

Bloccata banda di truffatori, prendeva di mira donne fragili anche nel Veronese

Arrestati 29 indagati e denunciati a piede libero altri 47 soggetti. Sui social network intrecciavano rapporti con vittime sole, inducendole a ripetere nel tempo continue donazioni di denaro

Sole e in condizioni di fragilità psicologica; vulnerabili e affette da depressione o da malattie oncologiche oppure invalidanti e croniche; donne vedove oppure separate o divorziate e con situazioni personali difficili. Era questo l'identikit delle vittime dell'organizzazione di truffatori bloccata oggi, 3 maggio, da un'operazione dei carabinieri di Savona. Vittime tra cui figurano anche donne della provincia di Verona.

Gli arresti eseguiti oggi tra le province di Savona, Bolzano, Como, Milano, Mantova, Rovigo, Pistoia e Siena sono l'esito di un'indagine cominciata nel 2020 su presunti reati commessi tra il 2019 e il 2021.
Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio internazionale di denaro e sono rivolte a 29 indagati. Di questi, 19 sono stati raggiunti di ordinanze di custodia cautelare e sono tutti nigeriani di età compresa tra i 22 e i 42 anni. Per gli altri 10, invece, le misure personali non prevedevano la custodia. L'operazione ha inoltre coinvolto altri 47 soggetti denunciati a piede libero per il reato di riciclaggio. E gli oltre 100 carabinieri coinvolti sono stati impegnati anche in 29 perquisizioni personali e domiciliari.

Complessa l'indagine svolta dai militari del Nucleo Investigativo ligure, nel corso della quale sono stati raccolti gravi indizi sull'esistenza di un'organizzazione criminale internazionale in grado di riciclare ingenti somme di denaro illecitamente ricavate da truffe online. Indizi ricavati attraverso attività d'indagine di tipo tradizionale, documentale e tecnica, e anche attraverso l'esplorazione dei rapporti finanziari utilizzati dagli indagati e l'acquisizione della relativa documentazione bancaria. Oltre 14mila le transazioni finanziarie visionate dai carabinieri, che in questo modo avrebbero individuato movimentazioni illecite del denaro ricavato dalle truffe online.

Due le tipologie di truffe eseguite.
La prima, di tipo sentimentale, prendeva di mira donne di tutte le età, selezionate dai malviventi perché ritenute più facili da agganciare emotivamente. Attraverso i social network, i truffatori si fingevano grandi professionisti e, facendo leva spesso su sentimenti di pietà e compassione, riuscivano a raggirare le vittime inducendole ad effettuare nel tempo ripetute donazioni di denaro. Sono state individuate 433 vittime della tipologia di truffa sopra descritta, residenti nelle province di Savona, Genova, Imperia, Milano, Bergamo, Lecco, Varese, Torino, Alessandria, Novara, Trento, Padova, Verona, Venezia, Bologna, Arezzo, Livorno, Roma, Teramo, Napoli, Foggia, Lecce, Cosenza, Catania ed anche all'estero.
La seconda tipologia di truffa era invece di tipo informatico. I malviventi riuscivano a clonare l'identità di aziende, dirottando in questo modo i pagamenti dovuti a queste ditte nei conti correnti dell'organizzazione criminale. Truffe di questo tipo sarebbero state eseguite a danno di attività economiche in provincia di Savona, Imperia, Milano, Venezia, Livorno, Roma e Napoli.

I soldi ottenuti dai raggiri online venivano trasferiti in conti correnti intestati a prestanome. Il denaro, poi, da questi conti finiva in carte di credito oppure veniva prelevato in contanti e infine portato in Nigeria con money transfer, operazioni web oppure di persona.
Sui conti in uso agli indagati è stata movimentata una somma di denaro vicina ai 6 milioni di euro, di cui quasi 2 milioni ricavati dai raggiri sentimentali.

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