Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca Navigatori / Via Ferdinando Magellano

Truffe. Anziana viene derubata della pensione, un'altra smaschera il criminale

"No grazie... Non faccio entrare uomini in casa mia!", ha risposto una signora al finto poliziotto che voleva entrare nella sua abitazione, dopodiché ha avvisato il 113 che ha rintracciato il malfattore

Due nuovi tentativi di truffa ai danni di persone anziane sono stati messi in atto a Verona nelle ultime ore: l'autore è un uomo di 52 anni di origini calabresi con alle spalle vari precedenti, che è stato rintracciato e denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria dalla Polizia di Stato scaligera. 
Era la mattina di sabato nel quartiere Navigatori, quando un uomo dai modi gentili e dall'aspetto rassicurante, spacciandosi come poliziotto, ha avvicinato due anziane in due diversi momenti, con la scusa di aiutarle a portare i sacchetti della spesa, per provare poi ad introdursi nella loro casa. Il criminale, pur di riuscire nel suo intento, ha mostrato loro anche un finto tesserino di identificazione, tuttavia si è sentito rispondere da una delle due: "No grazie... Non faccio entrare uomini in casa mia!". Diffidente, la signora ha poi allertato il 113, che ha inviato sul posto alcuni agenti che sono riusciti ad individuare e bloccare il malfattore che si trovava ancora nella zona. 

Truffata invece una 89enne residente in Borgo Venezia: l'anzia ha ricevuto una telefonata da una donna che, qualificandosi operatrice del 113 della Polizia di Stato, l'ha informata che il siglio si trovava in stato di arresto e che per farlo rilasciare occorreva pagare l'avvocato. Di lì a poco, un uomo si è presentato alla porta di casa sua affermando di essere lui il legale e facendosi consegnare 450 euro, ovvero la pensione ritirata solamente il giorno prima dalla povera vittima. 

In seguito a questi episodi, la Polizia di Stato rinnova ancora il suo invito ad avere maggiore prudenza, seguendo consigli, accorgimenti e indicazioni utili a scongiurare questi crimini. Ecco quindi alcuni avvertimenti che potete trovare anche sul sito della Polizia di Stato:

TRUFFE VECCHIE E NUOVE

Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap – Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. ma in realtà raggirano le persone facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore.
Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli Enti affiggono degli avvisi nel palazzo.

Finti poliziotti in azione - Falsi poliziotti che esibiscono falsi tesserini di riconoscimento, ovvero che indossano pettorine con la scritta “Polizia di Stato”, si offrono di aiutare gli anziani e facendo leva sul rapporto di fiducia che essi hanno nei confronti di chi è al servizio dei cittadini, si lasciano accompagnare in casa oppure aprono loro la porta, mentre in verità il loro proposito è di agire indisturbati per scopi furtivi.
Dai sondaggi emerge sempre di più che gli italiani si avvicinano con fiducia alla Polizia. A dimostrarlo sono proprio i truffatori che, per avvicinare le potenziali vittime, non esitano a travestirsi da poliziotti.
Dopo i falsi preti, i finti operai dell'Enel o le sedicenti missionarie, la nuova minaccia arriva dai finti uomini in divisa. Chi, infatti, non aprirebbe la porta di casa a due gentili poliziotti che segnalano una perdita di gas?
I malviventi colpiscono, secondo gli ultimi casi di cronaca, soprattutto al Nord e le vittime più colpite - come dimostrano le denunce - sono le persone di età compresa tra i 60 e i 90 anni. La loro fiducia nei tutori dell'ordine e della sicurezza viene però tradita da chi si presenta così per poi rubare soldi, orologi o altri gioielli.

Non nuova, ma sempre attuale la truffa che corre anche sul filo del telefono, per falsi abbonamenti alla rivista ufficiale della Polizia. "Siamo la rivista della Polizia di Stato, vuole abbonarsi?" Questa è la frase classica utilizzata dai malintenzionati. Ma "Poliziamoderna", l'unica, vera, rivista ufficiale avverte: "Se qualcuno vi ha chiamato pubblicizzando un mensile dai colori d'ordinanza, toglietevi ogni dubbio: non eravamo noi. Noi non telefoniamo a casa, non facciamo pubblicità porta a porta, non chiediamo denaro a chi non fa richiesta di abbonamento".
In ogni caso se avete un dubbio, anche minimo, che la persona davanti a voi non sia quella che dice di essere chiamate il 113. È l'unico modo per cercare di non cadere nella trappola.

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