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Truffavano i clienti porta a porta, multa per cinque aziende

Truffavano i clienti porta a porta, multa per cinque aziende

Truffavano i clienti porta a porta, multa per cinque aziende

Facevano compilare un coupon per degli sconti vantaggiosi, ma in verit era un ordine d'acquisto

Dopo le segnalazioni degli associati di Adiconsum Verona e di altri consumatori, l’autorità garante della concorrenza e del mercato ha indagato sul comportamento di alcune società che promuovevano la vendita di articoli di vario genere (come prodotti per la casa, elettrodomestici, materassi). Le imprese operano tramite venditori porta a porta anche nella città scaligera e nella sua provincia.

Il meccanismo si svolge in tre fasi: all’inizio, il consumatore è contattato telefonicamente e l’operatore di un call center prospetta la consegna a domicilio di una “tessera gratuita” (o di un “buono sconto”) che consente alla persona interessata di poter effettuare acquisti a prezzi molto convenienti. Nel corso di una successiva visita a casa, viene fatto sottoscrivere un modulo per la consegna della tessera o del coupon, sottolineando l’assenza di qualsiasi impegno all’acquisto.

Solo nel corso di una seconda visita, il rappresentante della società comunica che il malcapitato deve indicare gli articoli scelti, in quanto ha sottoscritto un vero e proprio contratto di acquisto di beni, per importi di diverse migliaia di euro. A quel punto sono già decorsi i termini di legge per esercitare il diritto di recesso. E qualche volta, di fronte ai reclami delle persone coinvolte, vengono minacciate azioni legali oppure è proposta una soluzione alternativa, basata su acquisto di importo inferiore a quello indicato nel contratto.

L’authority ha giudicato scorretto il comportamento delle cinque società (Italia a casa, New Trade – poi Idea –, New company, Jolly, Style – poi Class) in quanto non hanno chiarito sin dal primo contatto le vere caratteristiche della loro offerta, inducendo il consumatore a fare scelte che altrimenti non avrebbe effettuato. Per questi motivi, l’Agcm ha perciò applicato sanzioni per complessivi 135mila euro.

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