Documenti falsi per avere il rimborso Irpef: truffatrice scoperta ed arrestata

La 39enne ha provato ad ottenere i soldi in tre diversi uffici postali, ma alla fine i carabinieri sono riusciti ad intercettarla, scoprendo che in realtà non le spettavano e che a suo carico c'erano già alcune segnalazioni

Ufficio postale - Immagine generica

Una truffa ai danni dello Stato è stata sventata venerdì 3 gennaio, con i carabinieri che sono riusciti a mettere le manette ai polsi di una donna che era già stata segnalata per questo tipo di episodi, ma che non era mai stata fermata. 
Come ha spiegato il luogotenente Francesco Marinaro, della stazione di Cadidavid, alcune organizzazioni criminali riescono ad intercettare i pacchi contenenti la documentazione utile ad ottenere il rimborso Iperf, che poi riscuotono al posto del diretto interessato. Gli inquirenti dunque sospettano che la 39enne finita in manette la scorsa settimana, sia un terminale di tale gruppo, ovvero la persona incaricata di recarsi alle Poste per farsi consegnare il denaro. 

Stando a quanto riferito dai militari, nella mattinata del 3 gennaio la donna si è rivolta all'ufficio postale di via Umago, nel quartiere di borgo Roma a Verona, per riscuotere 863 euro di rimborso Iperf, ma al momento del pagamento sono sorti alcuni problemi e una allerta giunta dagli uffici antifrode di Roma, ha segnalato alcune anomalie e la possibilità che la cliente potesse essere una truffatrice. I controlli incrociati messi in campo dalle forze dell'ordine avevano dunque funzionato, così la 39enne avrebbe lasciato l'ufficio , probabilmente per non rischiare di essere scoperta, e alle 10.30 si è presentata in quello di via Santa Teresa, dove si è ripetuta la stessa situazione: il direttore allora ha avvisato il 112, mentre i dipendenti cercavano di trattenere la sospettata, che ha però intuito che qualcosa non andava e si è allontanata prima dell'arrivo dei militari. 
Ma i carabinieri erano oramai sulle sue tracce e quando è stata segnalata nell'ufficio postale di Buttapietra, si sono diretti sul posto trovandola allo sportello. Si trattava di C.V., nata a Napoli nel 1980, la quale stava cercando di riscuotere il rimborso Irpef di una donna palermitana classe 1992, sostituendosi a lei tramite dei documenti falsi che, sempre secondo l'Arma, sarebbe forniti da questa organizzazione. Questa infatti sarebbe stata in possesso di Carta di Identità, Codice Fiscale e Tessera Sanitaria contraffatti, ma le segnalazioni a suo carico l'avrebbero smascherata: sarebbe stata protagonista infatti di un'altra decina di episodi. 

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Accusata di ricettazione, truffa, falso in atto pubblico e sostituzione di persona, C.V. sabato mattina è comparsa davanti al giudice che ha convalidato il provvedimento e l'ha condannata ad una pena di sei mesi, poi sospesa in quanto la 39enne era incensurata. 
 

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