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Si spaccia per volontario dei Comboniani e intasca le offerte

Tra le associazioni di cui diceva di fare parte c'erano anche i missionari veronesi. L'uomo parlava alle messe del vicentino e si faceva dare soldi per fantomatici progetti di beneficenza

Se è vero che anche a Verona i truffatori sono sempre in agguato, oggi si viene a scoprire che le associazioni scaligere vengono anche utilizzate come scusa per individui senza scrupoli. Si presentava ai parroci della regione come un emissario dei Comboniani di Verona, dei Salesiani o del Sermig di Torino, organizzazioni missionarie famose per le loro opere di bene, ma in realtà l'uomo sulla cinquantina che si faceva chiamare semplicemente “Giovanni”, ben vestito e ben educato, altro non era che un truffatore. L'uomo andava in tutta tranquillità nelle parrocchie e chiedeva elemosine, approfittando della buona fede dei preti più anziani, spesso meno scrupolosi nelle verifiche. “Giovanni” agiva principalmente nel Vicentino, tra le valli del Chiampo e dell’Agno, trovando sempre un'ottima accoglienza e una immediata disponibilità, complice anche “il mese del missionario” che la Chiesa da sempre celebra ad ottobre. Peccato che in una delle sue ultime operazioni il “buon” Giovanni, presentatosi come rappresentante del Sermig, munito di opuscoli e volantini come di consueto, sia stato smascherato.

LA SCOPERTA - L'uomo, come di consueto, ha chiesto di prendere parola durante la messa e le offerte di quella domenica, a sostegno di un fantomatico progetto in via di realizzazione in Terrasanta, il cosiddetto “Arsenale della Pace”. La sua parlantina in quell'occasione gli era fruttata all'incirca mille euro. Peccato che il finto missionario non  avesse messo in conto che una delle ragazze della parrocchia fosse fidanzata proprio con un vero volontario del Sermig. Il ragazzo, non appena è venuto a conoscenza dei fatti, ha immediatamente effettuato qualche verifica e, come immaginava, non ha trovato tra le iniziative della sua associazione nessun “Arsenale della Pace”. Ora è allerta in tutte le parrocchie venete per rintracciare il finto missionario

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