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Raggirano un'anziana e le entrano in casa: due pregiudicati in manette

Si sono finti suoi parenti alla lontana e alla fine hanno guadagnato la sua fiducia. Un vicino però ha assistito all'intera scena e quando ha sentito la donna chiedere aiuto si è rivolto al 113

La piaga delle truffe ai danni di anziani continua a ripresentarsi nonostante le campagne messe in atto dalla Questura di Verona, per allertare le potenziali vittime. Così nella giornata di lunedì, grazie all'attenzione di un cittadino, due pregiudicati sono stati arrestati per mano della Polizia di Stato, mentre la loro complice risulta essere ora ricercata

Erano circa le ore 12, quando una Alfa Romeo Mito di colore bianco ha parcheggiato davanti ad un condominio di tre piani situato in via Zeviani, a Verona. Dal veicolo sono scese due persone, un uomo ed una donna, i quali hanno notato una donna del 1931, residente al primo piano dell'edificio, impegnata nel cortiletto esterno. I due hanno cercato di avvicinarla e, spacciandosi per lontani parenti, sono riusciti a conquistare la sua fiducia, con l'anziana che alla fine ha deciso di farli entrare in casa. Tutto sotto gli occhi di un 30enne, che in quel momento si trovava sul balcone del secondo piano: incuriosito, il vicino ha sentito la conversazione e, conoscendo anche alcuni familiari della donna, ha prestato attenzione a quanto accadeva. 
Una volta nell'abitazione, i due avrebbero detto all'87enne di essere in difficoltà economiche, chiedendole se in casa avesse dei soldi. A quel punto la donna avrebbe capito di essere stata raggirata e ha iniziato a chedere aiuto a gran voce, con la coppia che ha deciso quindi di tagliare la corda per evitare un confronto con le forze dell'ordine. Nel frattempo, il vicino di casa della donna aveva udito le sue urla ed era così sceso ad annotarsi targa e modello dell'auto. Non solo: l'uomo, una volta chiamato il 113, ha fornito una completa descrizione dei malviventi, compreso il terzo complice rimasto sul veicolo al posto del guidatore. 

Sulle loro tracce si è messa dunque una Volante della Polizia, che è riuscita ad intercettare l'Alfa Romeo in viale dei Partigiani. Quando però l'auto ha accostato, sono subito scesi l'uomo e la donna che avevano avvicinato l'87enne per cercare di scappare, mentre l'autista a sua volta ha tentato di allontanarsi. Uno dei due agenti quindi si è lanciato nell'inseguimento a piedi, mentre l'altro si è preoccupato di fermare definitivamente il mezzo con l'ausilio di un'altro equipaggio, proprio in lungadige Galtarossa, in prossimità della Questura. 
L'altro agente invece ha scelto di inseguire l'uomo quando le strade dei due complici a piedi si sono divise, rintracciandolo al terzo piano della facoltà di Scienze Umane, situata in lungadige Porta Vittoria, dove è riuscito a bloccarlo dopo una breve colluttazione, nella quale sono andati rotti anche i suoi occhiali. 

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Portati ngli uffici di lungadige Galtarossa, i due sono stati così identificati. Si trattava di due pluripregiudicati di etnia rom, provenienti dall'accampamento di Mestre e destinatari di numerosi fogli di via obbligatori in tutta Italia: alla guida dell'auto c'era Paolo Di Colombi, 53 anni, mentre l'altro uomo risponde al nome di Valentino Magrini, 27 anni. Entrambi sono stati arrestati per tentato furto aggravato in abitazione, mentre Magrini dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale. 
Nell'udienza di convalida che si è tenuta martedì mattina, i due hanno ammesso le proprie responsabilità e si sono scusati per le loro azioni. Questo però non ha impedito al giudice di rinviare il processo a loro carico al 4 dicembre, disponendo nei loro confronti gli obblighi di dimora nella provincia di Venezia e di firma giornaliera a Mestre, mentre il Questore ha emesso un foglio di via anche per la provincia di Verona. 
Per quanto riguarda la terza complice, è attualmente ricercata dalla Polizia, che si trova in possesso di una sua precisa descrizione. 

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