Cronaca Quinto / Via Valpantena

Traforo delle Torricelle: cosa cambia dopo il pronunciamento dell'Autorità anti-corruzione

Nonostante le opposizioni e il pronunciamento dell'Autorità nazionale anti-corruzione guidata da Cantone, il traforo resta un obiettivo dell'amministrazione Tosi

L'Autorità nazionale anti-corruzione presieduta da Raffaele Cantone si è pronunciata in merito al progetto del traforo delle Torricelle e del Passante Nord. Secondo l'amministrazione Tosi, quanto pronunciato dall'Anac non impedirebbe di realizzare il progetto in due fasi come deciso e non prevederebbe l'obbligo di indire una nuova gara per il project financing. Le opposizioni non sarebbero però d'accordo.

Il 3 dicembre 2015, l'Anac ha emesso un pronunciamento conseguente a quanto dichiarato un anno prima, cioè che Technital non potrebbe realizzare il progetto in due fasi senza aggiornare la gara di project financing. Su L'Arena, le conclusioni dell'ultimo pronunciamento: "l'eventuale riconoscimento di un nesso tra l'iter procedimentale avviato nel 2008 e la procedura che l'amministrazione vuole indire per l'affidamento del contratto di concessione (...), dipende dall'esito delle valutazioni che il Comune stesso è tenuto a effettuare in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera, alle condizioni progettuali e contrattuali, all'essenzialità delle modifiche apportate sulla natura delle opere e alla corretta allocazione dei rischi. L'eventuale escussione della cauzione provvisoria presuppone che l'amministrazione verifichi preliminarmente, sulla base delle circostanze verificatesi, se la mancata stipulazione del contratto alle condizioni di cui al provvedimento di aggiudicazione dipenda da fatti imputabili in via esclusiva al promotore aggiudicatario". La cauzione provvissoria sarebbe composta dagli 8 milioni di euro che Technital dovrebbe versare al Comune se l'opera non dovessere essere costruita.

Secondo Palazzo Barbieri, dunque, il pronunciamento di Cantone non impedisce di procedere con la gara e con il progetto suddiviso in due fasi. Non è della stessa opinione Michele Bertucco, capogruppo PD in Consiglio Comunale che, su L'Arena dichiara che l'Anac "aggiunge che le modifiche rispetto al progetto iniziale sono sostanziali e la procedura non può proseguire con l'aggiudicatario, ma deve ripartire dall'inizio. La stessa conclusione vale se la bozza di convenzione scarica impropriamente gran parte dei rischi sul Comune. Anzi, in questo caso possono esservi conseguenze «in termini di responsabilità amministrativa e contabile»".

Sulla questione, in un nota stampa è intervenuto anche Alberto Sperotto del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle Tonino Sergi:

A Verona avremo il primato d’avere l’autostrada (ancora sulla carta) col pedaggio più costoso d’Italia: due euro e cinquanta centesimi per percorrere 5,5 km da Poiano a Ca’ di Cozzi! Sono 45 centesimi al chilometro quando la più cara d’Italia, l’autostrada della Valle d’Aosta, costa “solo” 22 centesimi. Anziché rivolgersi senza successo a Raffaele Cantone alla ricerca di un parere favorevole, il Sindaco avrebbe dovuto saltare dalla sedia e chiamare a rapporto i tecnici e gli amministratori delegati delle società del passante che hanno avuto la brillante idea di raddoppiare le tariffe, per far quadrare i propri errori di valutazione nelle stime del traffico e nel piano finanziario, per chiedere se erano impazziti per chiedere 2,50 euro di pedaggio per quello che dovrebbe essere un passante che, se mai realizzato e completato, sarà per 20 anni poco più di una strada comunale! Un Sindaco che guarda al bene comune avrebbe preso in mano la calcolatrice, prima di rivolgersi all’Autorità Nazionale Anticorruzione, per provare e capire quale sarebbe il costo che sta chiedendo a un pendolare che dovesse percorrere il passante per lavoro 2 volte al giorno per 220 giorni lavorativi. E capito che il totale dà mille e cento euro all’anno, che diventerebbe duemiladuecento nel caso che lo sfortunato volesse andare a casa a mangiare in pausa pranzo, avrebbe battuto i pugni sul tavolo usando le peggiori imprecazioni. Perché avrebbe dovuto rimangiarsi quanto affermò nel 2012 che, per evitare le code, bastava prendere il traforo e pagare meno di un caffé. Ah, ma quello era era il tempo delle elezioni amministrative. Un Sindaco che bada agli interessi dei propri cittadini deve essere attento anche ai loro bilanci e non solo seguire quelli delle aziende che vogliono costruire le grandi, faraoniche e inutili opere.

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