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Traforo, per Technital non è finita. Ma secondo Bertucco è una "falsa speranza"

La vicenda del Passante delle Torricelle potrebbe essere arrivata veramente al suo epilogo. L'azienda però promette azioni legali e il candidato di Verona Piazza Pulita e Mattia Fantinati intervengono sul discorso

Della questione traforo abbiamo parlato ampiamente nel corso di questi anni: siamo contrari all’opera. Ora si aggiunge la vicenda come garante della fidejussione (accettata dall’amministrazione Tosi giovedì scorso) della compagnia assicuratrice bulgara, Nadejda Insurance Company. Ho chiesto chiarezza attraverso una lettera al Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone.

Così il portavoce alla Camera per il Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, interviene sulla spinosa questione del traforo delle Torricelle, che nella giornata di lunedì si è arricchita di un nuovo capitolo. Sia il Comitato che Michele Bertucco hanno infatti annunciato che l'opera non si farà, in quanto "venerdì 7 Aprile, il responsabile unico del procedimento, con propria determina, ha dichiarato decaduta l'aggiudicazione della concessione al raggruppamento di imprese che fa capo a Technital e di procedere all'escussione della cauzione provvisoria prestata". 
Ma proprio Techital, nel pomeriggio dello stesso giorno, ha comunicato tramite una nota apparsa sulla stampa locale di aver "depositato entro i tempi previsti la nuova fidejussione richiesta dal Comune di Verona e quindi non esiste motivo per cui non possa rimanere il soggetto promotore dell'opera", minacciando anche di intraprendere azioni legali. 

Ma lo stesso Michele Bertucco, candidato sindaco di Verona Piazza Pulita, offre la sua spiegazione sul perché la vincenda è da considerarsi effettivamente "conclusa". 

Come disse qualcuno, la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda come farsa. Grazie al lavoro di tanti, la vicenda del traforo ha ormai superato la prima fase, e la città è già stata messa al riparo da una sicura devastazione. Ora però entriamo in una dimensione di (quanto meno) marcata eccentricità, perché abbiamo a che fare con l’escussione della fidejussione che tirerà fuori il peggio da molti dei soggetti coinvolti.

La pretesa della capofila Technital, che ora si fa chiamare promotore e non più concessionario, di andare avanti con la procedura del Traforo delle Torricelle malgrado quest’ultima sia terminata, finita, conclusa, si basa su una decisione di giunta, fatta approvare dal Sindaco lo stesso giorno in cui gli uffici hanno emesso la determina di decadenza dell’aggiudicazione, in cui si ribadisce la “priorità dell’opera per l’amministrazione” e si “invitano” gli uffici a concedere al promotore altro tempo per “ricostruire in capo all’Ati i requisiti venuti meno” a condizione “che sia presentata una fidejussione della durata almeno semestrale”.

Ecco dunque da dove origina la falsa speranza che il procedimento non sia concluso e che basti rinnovare la fidejussione per sistemare tutto e ripartire da capo. Purtroppo per il Sindaco, Verona non è il Turkmenistan, qui gli uffici hanno una propria autonomia che è stata esercitata nei limiti della legge. Di fronte alla decisione del Responsabile Unico del Progetto (lo dice la parola stessa) la giunta non può farci proprio niente.

Sindaco e “promotore” dovrebbero invece leggersi bene la determina di decadenza che pone almeno due grandi ordini di problemi: l’aggiudicazione è stata dichiarata decaduta non per il la fidejussione in scadenza ma per la mancanza di una proposta di progetto legittima e bancabile dopo 4 anni di tira e molla, e per il venire meno dei requisiti tecnici ed economici dell’associazione di imprese che aveva proposto il project. Nel dispositivo si dice chiaramente che allo stato non è dato nemmeno sapere quali siano i soggetti ancora coinvolti. Ed è noto che le imprese che mancano all'appello non possono essere sostituite senza ripetere tutto da capo.

Nella determina, la questione della fidejussione, su cui ora Technital mette grande enfasi, in realtà trova soltanto un fugace accenno. Ma se proprio vogliamo parlarne, la Banca d’Italia ha chiarito che dal 29 novembre 2016 la Finworld non era più abilitata a prestare garanzie fidejussorie. Contro la decisione della Vigilanza della Banca d’Italia, Finworld ha fatto ricorso al Tar del Lazio il quale ha respinto la richiesta di sospensiva e ha fissato l’udienza di merito ad ottobre 2017. Per la cronaca, in data 16 marzo 2017, a titolo di fidejussione, Technital ha inviato al Comune una quietanza di pagamento di Finworld prontamente respinta dagli uffici in quanto “non rivestiva sostanza e forma di un atto fidejussorio”.

In data 7 aprile, dunque sempre lo stesso giorno della determina di decadenza, Technital ha allora inviato una nuova fidejussione stipulata con un’altra società finanziaria: la Nadejda Insurance Compay, impresa bulgara abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi anche nel ramo 15 (Cauzioni). Nel novembre 2016, a seguito di una storia di polizze falsificate che ha agitato l’intero mercato assicurativo italiano, l’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha chiesto alle autorità bulgare delle verifiche in merito alla solvibilità di Nadejda. I risultati dell’inchiesta, resi noti ai primi di febbraio 2017, hanno fatto emerge, sempre secondo l’Ivass, “un deficit patrimoniale” di Nadejda per il quale l’autorità di vigilanza bulgara ha “richiesto l’adozione delle opportune misure di risanamento”.

Ora lasciamo giudicare ai cittadini l’affidabilità di un Sindaco che continua a menare il can per l’aia anziché preoccuparsi di dare alla città gli 8 milioni di euro che le spettano. Giunti a questo punto, compito di un Sindaco che abbia a cuore le sorti della città sarebbe quello di assicurarsi che la fidejussione sia prestata da “primario istituto bancario o compagnia assicurativa” così come erano gli impegni sottoscritti nel 2008 dall’associazione di imprese che aveva avanzato la proposta di project financing. Non certo di far la guerra agli uffici comunali.

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