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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Traforo, il Tribunale condanna il Comune

Il ricorso dei Cittadini per il Referendum stato accolto: "Ora raccolta firme"

Il Tribunale di Verona ha accolto il ricorso proposto dall'associazione Cittadini per il Referendum e condannato il Comune a pagare le spese processuali, quantificate in 5 mila e 356 euro. Il ricorso era stato presentato dall’associazione dopo che palazzo Barbieri non aveva consegnato i fogli per raccogliere le firme necessarie per presentare un quesito ai cittadini perché, secondo il regolamento comunale, ogni operazione relativa ai referendum sarebbe sospesa nei tre mesi anteriori e posteriori a consultazioni elettorali.

Ma andiamo per ordine, lo scorso 9 febbraio l'associazione Cittadini per il Referendum aveva depositato a palazzo Barbieri, per mano dell’avvocato Carlo Trentini, la richiesta di cinque quesiti referendari riguardanti il traforo delle Torricelle. Dei cinque quesiti il Collegio dei garanti del Comune ne aveva dichiarati inammissibili quattro, mentre l’ultimo, considerato ammissibile, era stato bloccato perché, come scritto sopra, secondo una norma del regolamento comunale non è possibile svolgere alcuna attività referendaria a ridosso di consultazioni elettorali, e, come ben sappiamo, il 28 e 29 marzo si è votato, tra le altre cose, per le elezioni Regionali.

Il quesito “incriminato” è il seguente: “Volete che - anteriormente all’indizione della gara per aggiudicare i lavori - le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento atmosferico derivanti dalla realizzazione di un passante nord-traforo delle Torricelle vengano valutate da parte di una commissione di esperti indipendente e di alto profilo, con una spesa non superiore allo 0,03% dell’opera?”.

Nel frattempo il Consiglio comunale non era stato con le mani in mano e, per intervenire sul tema, aveva approvato una delibera nella quale veniva istituito l’insediamento di un’apposita commissione che valutasse proprio le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento atmosferico derivanti dalla realizzazione del Passante nord. Quindi, come un lampo a ciel sereno, è arrivata la decisione del Tribunale di Verona e la condanna del Comune.

L’avvocato Carlo Trentini ha commentato così la sentenza: “Il Tribunale ci ha dato ragione perché innanzitutto la norma comunale va letta in senso stretto, ovvero, a tre mesi da elezioni non è possibile fare referendum, ma è possibile raccogliere le firme, cosa che ci è stata impedita con la mancata consegna degli appositi fogli. Inoltre, il Tribunale ha constatato come sì ci sia la delibera che richiede l'insediemento di una commissione per la salute, ma non esistono ancora i nomi di chi la compone e chissà quando questa commissione si riunirà”.

Da Palazzo Barbieri la replica del sindaco Flavio Tosi è secca: “Stiamo chiedendo da tempo al Consiglio superiore di Sanità di fare i nomi dei componenti della commissione, purtroppo dobbiamo sottostare ad un iter burocratico al quale non possiamo sottrarci”.


Adesso l'associazione Cittadini per il Referendum deve decidere cosa fare, se iniziare a raccogliere immediatamente le firme, ma ha tempo solo due mesi perchè il 15 luglio si chiude la finestra nella quale è possibile procedere alla raccolta. Altrimenti aspettare che si apra la nuova finestra in autunno.

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