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Vendevano cimeli medievali in città, bloccato traffico internazionale

L'operazione congiunta dei carabinieri e delle forze dell'ordine bulgare ha permesso l'arresto dei responsabili di un commercio clandestino di antichità bizantine che venivano rivendute anche a Verona

Le forze dell'ordine scaligere sono da sempre pronte alla cooperazione con le autorità estere per porre fine a traffici e attività illegali internazionali. Solo pochi giorni fa la coordinazione delle fiamme gialle veronesi ha permesso l'identificazione e l'arresto della cosiddetta "Lady Cocaina", ma questa volta ad operare fuori dai confini sono stati i militari dell'Arma dei carabinieri.

VERSO LA BULGARIA -  I servizi bulgari per la lotta contro la criminalità organizzata e i carabinieri di Verona hanno smantellato in un’operazione congiunta un canale per il traffico di antichità dalla Bulgaria verso l’Italia. Lo ha reso noto oggi in un comunicato stampa il ministero dell’Interno di Sofia citato dalla Bta. Nel corso dell’operazione internazionale, scattata il 23 novembre scorso, è stato arrestato un gruppo di bulgari che vendeva a Verona antichità provenienti da scavi clandestini in Bulgaria. Nello stesso tempo altre due persone del gruppo sono state arrestate nella città bulgara di Russe, sul Danubio. Nelle loro abitazioni sono state ritrovate 5 croci cristiane del Medioevo, oltre venti monete dell’epoca romana, anelli antichi e altri oggetti di epoca bizantina.

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