Cronaca Borgo Venezia / Via Antonio Pisano

Gestivano un traffico di eroina in città e sulle rive del Garda: pregiudicati arrestati

Sono durate circa un anno le indagini che hanno permesso di arrestare un tunisino e un albanese, a capo di un'organizzazione che si occupava di rifornire il mercato della droga

È durata circa un anno l'operazione condotta dalla Questura di Verona, che ha permesso l'arresto di due persone a capo di un'organizzazione che smerciava droga a Verona e sulle sponde del lago di Garda. In manette sono finiti un albanese e un tunisino, pluripregiudicati e quindi già noti alle forze dell'ordine. 
La vicenda ha preso il via circa un anno fa, quando due italiani furono fermati con addosso 30 grammi di eroina: le successive analisi evidenziarono che si trattava di una sostanza pura quasi all'80%. Da questo gli uomini della Squadra Mobile capirono subito che si trattava di un "grosso giro" e decisero così di iniziare la scalata nel tentativo di raggiungere la vetta della piramide. Così attraverso una capillare attività di contrasto al microspaccio, che ha portato anche all'arresto di otto persone, la polizia è riuscita a risalire a due persone: H.B., albanese del 1971 senza lavoro, e B.A.A., tunisino del 1972 che operava come carrozziere in Borgo Milano. 
Il primo è stato arrestato alla fine dell'estate a Pastrengo, dove dimorava: la sua abitazione veniva utilizzata sia come punto logistico, sia come luogo per la compravendita di eroina. Nel corso delle indagini gli uomini dell'antidroga hanno potuto appurare come l'albanese vendesse droga anche quando andava a spasso con la figlia di 8 anni: la bambina infatti sarebbe stata presente in numerose passeggiate, durante le quali il padre incontrava, casualmente o meno, acquirenti. Nella casa inoltre è stato trovato un barattolo dove l'oppiaceo veniva nascosto, questo grazie all'ausilio dell'unità cinofila della Questura. 

Ma una volta bloccato il complice, B.A.A. ha perdere le proprie tracce: entrambi i malviventi infatti utilizzavano pochissimo il telefono cellulare e questo ha complicato non poco le indagini della polizia. Ma dopo qualche settimana di attente investigazioni, le forze dell'ordine sono riuscite a scoprire dove si nascondesse il tunisino: si trovava nella casa della nuova compagna nel quartiere di Borgo Venezia. 
Al termine dell'operazione che ha permesso di recuperare circa 1.5 kg di eroina e quasi un altro di hashish, i due sono stati portati in carcere in attesa del processo. Ma dalla Questura fanno sapere che la faccenda non è finita qui: partono ora le ricerche di coloro che rifornivano l'organizzazione capeggiata dai due. 

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