Cronaca Valverde / Via della Valverde

"Succede solo in Italia: evade dai domiciliari 2 volte in 4 giorni e ce lo rimandano"

Arriva il secondo sfogo del sindaco di Verona, che contesta fortemente la decisione di rimandare ai domiciliari l'uomo che ha provocato l'inseguimento in centro di domenica, evaso un'altra volta mercoledì

Non ci sono parole, può accadere solo in Italia: è incredibile che una persona, a soli tre giorni di distanza dall'essere evasa dagli arresti domiciliari commettendo una sfilza di reati, rimandata dal magistrato ai domiciliari, sia evasa nuovamente e, cosa ancor più assurda, venga ancora rispedita a quegli arresti domiciliari di cui ha dimostrato di fregarsene. Occorre una riforma del Codice Penale che renda più severa la concessione di misure cautelari alternative al carcere e riduca i margini di discrezionalità nella loro applicazione”. Questo il commento del Sindaco di Verona sul rinvio ancora agli arresti domiciliari dello stesso pregiudicato, fornito di ben 34 precedenti penali, che domenica scorsa sempre evadendo dagli arresti domiciliari aveva rubato un'automobile, speronato una Volante della Polizia, ferito due agenti e messo in pericolo i passanti correndo a cento all'ora in pieno centro città.
"Sia chiaro: la mia polemica prima di tutto è contro chi approva le leggi e non si è ancora accorto che il nostro Codice Penale fa acqua da tutte le parti e spesso finisce per tutelare più i delinquenti che i cittadini. So benissimo che il magistrato è tenuto ad applicare le leggi votate dal Parlamento, ma credo che a volte, come in questo caso, si faccia cattivo uso dei propri margini di discrezionalità: come si può pensare che rispetti gli arresti domiciliari chi ne è già evaso due volte? L'inadeguatezza del nostro apparato legislativo è dimostrata anche da un altro fatto emerso oggi sulla stampa: un cittadino processato per aver dichiarato per anni un reddito falso allo scopo di pagare di meno un alloggio pubblico è stato assolto per un cavillo del Codice Penale che trasforma il reato in sanzione amministrativa quando la somma sottratta sia inferiore ai 4.000 euro e, benché il Pubblico Ministero avesse chiesto la condanna, il Magistrato giudicante ha valutato solo la somma sottratta in un anno e non nell'intero periodo dei 4 anni di minor affitto pagato. Non è certamente una sentenza che incoraggia il comportamento legale dei cittadini. Sarebbe sterile limitarsi a polemizzare e palleggiare le responsabilità tra politica e magistratura: occorre urgentemente che i Parlamentari veronesi si impegnino a sollecitare una riforma dei Codici e che gli stessi magistrati, che il diritto (e i suoi punti di debolezza) conoscono anche meglio della maggioranza dei parlamentari, si impegnino in proposte utili ad una giustizia più giusta".

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