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Tosi al Ministro: "Chi evade dai domiciliari deve andare subito in carcere"

Un uomo ha abbandonato l'abitazione nonostante lo stato di arresto per andare in un locale, dove ha partecipato ad una rissa prima di prendere il coltello: "Un messaggio d'impunità per chi delinque e gettano sconcerto tra i cittadini"

Una nuova e rapida norma per mandare in carcere chi evade dagli arresti domiciliari. È questa la richiesta avanzata dal Sindaco di Verona, Flavio Tosi, in una lettera inviata al Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando. “Leggo anche oggi – scrive il Sindaco – che a Verona una persona inviata agli arresti domiciliari evade, va al bar, litiga con gli avventori, ritorna momentaneamente ai suoi inutili e ridicoli arresti domiciliari, evade di nuovo per tornare in quel bar a regolare i conti con un coltellaccio di 43 centimetri, viene riarrestato dai Carabinieri, riportato davanti a un giudice che convalida l'arresto e lo rimanda ai domiciliari. Nel frattempo l'autore del furto in “casa” Mattielli, caso in cui la vittima ha dovuto risarcire il nomade Cris Caris che lo aveva derubato, il ladro è tornato al 'lavoro' assieme al padre, è stato preso, di nuovo liberato perché incensurato (il reato contro Mattielli è finito in prescrizione) e assegnato agli arresti domiciliari”.
“Questi provvedimenti – conclude il Sindaco – sono un messaggio d'impunità per chi delinque e gettano sconcerto tra i cittadini cui sembra che nel nostro sistema legislativo coloro che delinquono siano più tutelati delle loro vittime o di coloro che reagiscono alle violenze e ai soprusi. Per questo, nel sollecitare una riforma del Codice penale sempre più necessaria per sveltire i processi e assicurare quella certezza della pena oggi assente nella maggior parte dei casi, Le chiedo un provvedimento rapido che preveda automaticamente il carcere per chi evade dagli arresti domiciliari e di sensibilizzare la Magistratura sull'allarme sociale crescente determinato dai furti e dalle violenze nelle abitazioni dei nostri concittadini, invitandola a preferire rigore e severità a quello che pare spesso un eccesso di 'buonismo'”.

Il protagonista del primo episodio citato dal sindaco è M.S., che l'altra sera ha abbandonato la sua abitazione nonostante i domiciliari, per recarsi in un locale dove ha litigato e fatto a pugni con un cliente, per poi tornare a casa a prendere il coltello e fare ritorno al bar. Chiamati di presenti, sul posto sono arrivati i carabinieri, che lo hanno tratto in arresto. Portato davanti al giudice, è stato rispedito ai domiciliari fino al processo. 

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