Tosi: "Stagione lirica ancora a rischio". Insorge il Comitato Fondazione Arena Bene Comune

Dopo il commissariamento di Fondazione Arena con l'invio di Carlo Fuortes da Roma, non si placa lo scetticismo del sindaco Tosi che è tornato a parlare di "liquidazione coatta" dell'Ente

I commenti a caldo del sindaco Flavio Tosi dopo la recente nomina a commissario speciale della Fondazione Arena di Carlo Fuortes da parte del ministro Franceschini, non paiono affatto possibilistici od entusiastici. Nell'ambito di un'intervista rilasciata a TgVerona, infatti, il primo cittadino scaligero ha esplicitamente spiegato che "la liquidazione era e rimane l’unico strumento per impedire di perdere le numerose cause che sono pendenti". Tosi ha poi rincarato la dose spiegando che se con l'accordo raggiunto in precedenza con i sindacati, ma bocciato in seconda istanza dai lavoratori, la stagione lirica sarebbe stata garantita, ora i rischi in merito restano più vivi che mai. Salvo ovviamente l'eventualità di una liquidazione coatta che il primo cittadino scaligero non nasconde di ritenere l'unica vera panacea per quanto riguarda i mai di Fondazione.

Non sono dello stesso avviso ovviamente, i componenti del Comitato Fondazione Arena Bene Comune, i quali all'interno di un comunicato diffuso questa mattina hanno immediatamente voluto rispondere per le rime alle parole di Tosi, soprattutto per quanto concerne l'eventualità di una gestione privatistica dell'Ente lirico: "Innanzitutto consigliamo allo stesso Flavio Tosi, per decaenza istituzionale, di fare un passo indietro per permettere al Commissario Fuertes, nominato dal ministero, di trarre in autonomia le proprie conclusioni. Rispetto alla “gestione privatistica” ricordiamo al sindaco che la legge inerente le fondazioni lirico-sinfoniche permette, ed anzi auspica, l’entrata di soci privati all’interno delle fondazioni stesse, con l’unico obbligo che la maggioranza della partecipazione resti pubblica. Ulteriormente, la Legge n. 106 del 29/07/2014 contiene il cosiddetto Artbomus che prevede la possibilità per i privati che investono nelle fondazioni liriche, di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito d’imposta. Il coinvolgimento di nuovi soci-investitori spetterebbe alla dirigenza della Fondazione Arena, che, evidentemente, non è stata in grado, o non ha ritenuto necessario agire in questa direzione. Altra cosa è ciò che propone la “cordata” guidata dall’imprenditore Manni, il quale mira a creare una gestione privata dell’anfiteatro e dei relativi ricavi, lasciando a se stessa la Fondazione e cancellando i restanti nove mesi di programmazione al Teatro Filarmonico, con grave danno alla cittadinanza e all’indotto economico. Il sindaco esca dall’ambiguità e chiarisca finalmente quali delle due soluzioni indica quando parla di “gestione privatistica”.

Infine si legge inoltre nella nota stampa diffusa un'ulteriore presa di distanza da parte del Comitato nei confronti delle posizioni espresse da Tosi circa la distribuzione delle responsabilità del buco di bilancio di Fondazione Arena: "Rispetto alle dichiarazioni che tentano di addossare la responsabilità dell’enorme  buco di bilancio alle maestranze, siamo costretti a ricordare al sindaco che i lavoratori sono disponibili a fare sacrifici, ma solo se contemporaneamente vengono rimossi dal loro ruolo i veri responsabili del disastro, identificati proprio nel presidente della Fondazione, e nel sovrintendente Girondini. La stessa  parola dirigente indica la responsabilità di ciò che viene, o non viene fatto, sotto la sua direzione.Sotto questo profilo vorremmo che il sindaco e il Consiglio di Indirizzo dessero risposte, ad esempio, sulla mancata chiusura delle società Verona Extra e del Museo della lirica, entrambe con bilanci fallimentari e che hanno contribuito in larga misura all’ammanco della Fondazione Arena. Ricordiamo che la magistratura sta indagando su Verona Extra rispetto al depauperamento di risorse".

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