Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Flavio Tosi punta il dito contro i costi elevati dei dipendenti di Fondazione Arena

Si tratta di uno "spunto di riflessione" per il rilancio della stessa Fondazione, ma le parole del sindaco Tosi suonano forti e chiare come una campana: gli stipendi dei dipendenti di Fondazione sono troppo alti

L'Arena di Verona mai come durante quest'estate è stata al centro di polemiche, questioni e considerazione d'ogni ordine e genere. Immancabile dunque che sull'anfiteatro romano simbolo di Verona, intervenisse anche lo stesso sindaco della città scaligera Flavio Tosi. Così come riferito dal quotidiano l'Arena, il tema questa volta è quello scottante degli stipendi, a detta del sindaco che ricopre anche il ruolo di presidente della Fondazione, relativi ai funzionari e dipendenti di Fondazione Arena: "Il mio vuole essere uno spunto di riflessione utile per il dibattito/confronto sulla situazione della Fondazione Arena e sul suo rilancio. Il costo aziendale medio di un dipendente di un Comune come quello di Verona, dirigenza esclusa, è inferiore a 36 mila euro mentre il costo aziendale medio, dirigenza esclusa, di un dipendente della Fondazione Arena di Verona, verosimilmente in linea con quello delle altre Fondazioni liriche, è di 52.000 euro: un costo superiore quasi del 50 per cento. Partendo da questo dato va fatta un'analisi con le organizzazioni sindacali sulle voci che compongono il contratto, sulle prestazioni, la loro quantità e il loro costo".

Un altro tema di spiccata attualità e sul quale lo stesso Tosi era intevenuto nei giorni scorsi, è quello relativo alla possibilità di fornire all'edificio storico un'adeguata copertura che ne consenta l'utilizzo per gli spettacoli areniani anche durante le serate di pioggia. Tema questo che ciclicamente viene riproposto all'attenzione pubblica ogni estate, con qualcuno che ricorda come non si tratti di una proposta senza precedenti storici e altri che invece rimangono scettici in proposito.

Sulla questione, che coinvolge anzitutto la linea politico-culturale da seguiro in merito alla gestione dei monumenti archeologici urbani, è intervenuto, così come riferisce l'Arena, proprio l'architetto responsabile dell'associazione VeronaPolis Giorgio Massignan: "La questione vera non è se l'eventuale copertura possa causare danni all'antico anfiteatro e se il suo impatto visivo possa modificare la corretta percezione dello stesso, ma su come debba essere considerato il nostro patrimonio storico monumentale. Ci sono tre linee di pensiero su come debbano essere considerate le opere d'arte, i monumenti, i reperti archeologici, i contesti storico-urbani e gli ambiti naturalistici-ambientali. La prima ritiene che debbano essere valorizzati per realizzare, dalla loro fruizione, il massimo reddito possibile. La seconda, sostiene invece che debbano essere solo tutelati, conservati e mai utilizzati per scopi commerciali. La terza afferma che possono essere utilizzati, ma senza modificarne la struttura ed evitando funzioni e/o eventi che ne sviliscano la loro dignità storica e culturale. La nostra Amministrazione comunale ha sposato totalmente la prima linea di pensiero e considera i tesori culturali di una città d'arte come Verona, occasioni per ospitare i più svarianti eventi, ovviamente se ben paganti. Con tale logica, il nostro anfiteatro romano deve essere messo nelle condizioni di ospitare il maggior numero di spettatori possibile e poter mettere in scena lo spettacolo con qualunque tipo di tempo: ecco l'idea della copertura. Mi chiedo se in seguito si ipotizzerà la sua chiusura termica per utilizzarla anche nei mesi più freddi. Poi la stessa sorte toccherà al Teatro Romano? Il parco delle mura sarà trasformato in un parco di divertimenti con punti di ristoro, giostre, sale video e magari comparse in costume di armigeri scaligeri? Io invece sostengo che il nostro patrimonio storico-monumentale debba essere considerato per il suo alto valore culturale perché rappresenta la testimonianza del nostro passato, delle nostre radici e che andrebbe accuratamente evidenziato per consentirci di leggere i diversi periodi della storia della nostra città. Una civiltà senza la memoria del proprio passato è una civiltà orfana e priva di valori. Con questo non contesto la possibilità di usufruire dell'Arena, del Teatro Romano, delle nostre piazze storiche e degli altri monumenti che si possono prestare a qualche utilizzo, ma sempre con il massimo rispetto per la loro struttura tipologica e senza forzarne l'uso con attività che ne violenterebbero la loro storia".

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