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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Centro storico / Via Cappello

Tocatì di lotte e di "proteste": edizione con polemiche, ma graziata dalla pioggia

Un Festival dei giochi in strada segnato dalle polemiche quest'anno e che nel pomeriggio di sabato ha visto circa un centinaio di persone protestare davanti alla Biblioteca Civica contro la decisione di annullare l'evento "Biblioteca Vivente" che avrebbe dovuto trattare di temi legati all'omosessualità: "Verona dice no alla censura e chiede più cultura e inclusione"

Poteva andare peggio, poteva piovere. Recuperando la celebre battuta di un altrettanto famoso film, è inevitabile sottolineare come quella di quest'anno non sia stata un'edizione qualsiasi per il Tocatì, il festival dei giochi di strada. Il tema era quello delle "lotte", raggruppando diversi popoli dell'Europa, ma in strada ieri si sono riversati anche un centinaio di manifestanti per protestare contro la decisione presa dal Comune di Verona guidato da Federico Sboarina di cancellare l'evento "Biblioteca Vivente" a causa dei suoi contenuti giudicati "inadeguati al festival".

La polemica è ormai nota, così come l'accusa rivolta all'amministrazione comunale, quella cioè di "omofobia" e "oscurantismo politico". A poco sono valse le parole espresse dal primo cittadino scaligero per calmare gli animi, mentre personaggi politici come l'On. D'Arienzo del Partito Democratico o il portavoce alla Camera del M5S Mattia Fantinati annunciavano la loro assenza per protesta dal Tocatì e invitavano chiunque a disertare la manifestazione.

Tocatì 2017

Circa un centinaio di persone si sono presentate ieri pomeriggio in via Cappello, dinanzi alla Biblioteca Civica di Verona, per dimostrare il proprio dissenso nei confronti della decisione di cancellare l'evento che avrebbe dovuto presentare al pubblico alcune testimonianze dirette di esperienze di vita legate al tema dell'omosessualità. "Libri viventi" che parlano invece che essere letti, creando un contatto diretto con l'uditorio e cercando di sconfiggere pregiudizi, affermando e rivendicando la propria libertà di essere "diversi". Tutto ciò non era piaciuto al Popolo della Famiglia di Filippo Grigolini e ad accogliere le proteste di quest'ultimo si era prontamente precipitata nelle scorse ore la giunta comunale.

Al centro delle polemiche vi è però finita la stessa organizzazione del Tocatì, troppo tiepida e neutrale è stata infatti giudicata la presa di posizione espressa dai promotori del Festival («Una spiacevole contingenza»), mentre la Fondazione San Zeno Onlus che organizza da oltre dieci anni l'evento "Biblioteca Vivente" ha manifestato tutto il suo sconcerto in un lungo post su Facebook. «Verona non è la città omofoba e retrograda che il sindaco vorrebbe far credere, - ha dichiarato una manifestante presente alla protesta di ieri pomeriggio - siamo qui in tanti, nonostante questa manifestazione sia stata organizzata all’ultimo, a testimoniare che Verona dice no alla censura e chiede più cultura e più inclusione».

Tocatì 2017, immagini dal Festival dei giochi in strada

"Censura", è questa la parola che più contraddistingue la protesta di chi ritiene la decisione della Giunta Sboarina un atto di vera e propria discriminazione. Qualcuno ironizza anche, con toni amari: «Dopo tutto poteva anche andare peggio, i libri avrebbero persino potuto farli bruciare». Quali libri? Evidentemente quelli oggetto di contestazione, dai titoli che fanno riferimento alla questione dell'omosessualità come, ad esempio, "Mio figlio gay" o "Lesbica e va bene così", e che sarebbero dovuti essere interpretati dai "libri viventi", esseri umani in carne ed ossa che avrebbero dovuto raccontare le proprie storie ed esperienze.

Davanti alla Civica c'erano professori, studenti, persone impegnate nel volontariato e semplici cittadini sdegnati. E il Tocatì invece? Il festival si è svolto, regolarmente, graziato dal meteo con l'aprirsi del cielo a partire dal pomeriggio, ma per chi si ricorda le edizioni passate, è apparso evidente che non vi è affatto stato il "gran pienone". Certo come da tradizione c'è stata la folla di curiosi attorno alle dimostrazioni nelle piazze cittadine principali, ma la partecipazione è stata sicuramente più contenuta. Non sono tuttavia mancati momenti di sano divertimento e gioia, balli, canti e sorrisi tra i presenti, ma quella di quest'anno non potrà che essere ricordata, purtroppo, come "l'edizione delle polemiche". E allora viene sinceramente da chiedersi, ne valeva davvero la pena?

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