Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Erbe

Si è conclusa la 13esima edizione del Tocatì: oltre 300mila le presenze

Nella giornata di domenica 20 settembre si è svolta l'ultima giornata del Festival Internazionale dei Giochi in Strada che anche questa volta ha registrato un'enorme affluenza di pubblico

Si è chiusa nella giornata di ieri domenica 20 settembre una partecipatissima 13^ edizione del Tocatì a Verona. Il Festival Internazionale dei Giochi in Strada, quest'anno celebrava la cultura e le tradizioni catalane e il pubblico non è certo mancato: ben 300mila le persone che hanno invaso le piazze e le strade di Verona, confermando il successo di una manifestazione che non cessa mai di stupire. Da Piazza Erbe, per l'occasione rinominata Plaza Catalunya, a Porta Borsari e a Piazza del Duomo, passando per un mare di strade e viottoli contaminati dal clima di festa e voglia di divertirsi, il Centro Storico di Verona nel week end appena trascorso, si è trasformato in un vero e proprio campo da gioco. Tra le performance più acclamate, spiccano sicuramente le "torri umane", i "Castells" catalani caratterizzati da un forte spirito di solidarietà tra i partecipanti e un notevole gusto per altezze che danno le vertigini. Una folla di spettatori in silenzio ha osservato schiere di uomini e donne, bambini e bambine, intenti a scalare gli uni le spalle degli altri alla volta del cielo.

Ma non solo torri umane ovviamente: in Piazza Viviani si è giocato al "Pilota al carrer" con due squadre impegnate a sfidarsi lanciandosi con la mano una palla di modeste dimensioni, o ancora si è svolta a più riprese la "Cursa de dolls", parallelamente alla italiana "Corsa con la cannata", i cui giocatori s'impegnavano a percorre di corsa un tratto di strada, trasportando sul capo una preziosa anfora di terracotta ricolma d'acqua. Ai Portoni Borsari invece c'è stato chi si è divertito con giochi davvero singolari: la "Aixecada de càntirs" e il "Titius": rispettivamente, l'Aixecada consiste nel sollevare brocche di terracotta pesanti fino a 200 Kg per sorseggiarne il contenuto, mentre il Titus nel bere dall'aposito contenitore denominato "porro", contando ad alta voce senza mai smettere di abbeverarsi.

Quest'anno l'iniziativa è stata corredata dall'appello sottoscritto da tutti i promotori dell'evento, denominatao "Dichiarazione di Verona": i primi firmatari del testo, così come riferisce l'Arena, sono il presidente dell'Association Européennes des Jeux des sports traditionnels Guy Jaouen, oltre al segretario dell'associazione Carlos de la Villa, Elisa Marin segretaria dell'Associazione panamericana dei giochi e sport tradizionali, il presidente dell'Aga Paolo Avigo e Valentina Zingari rappresentante per le Ong impegnate nella salvaguardia dei "patrimoni immateriali". Nella dichiarazioni si è voluto chiedere che i giochi tradizionali vengano inseriti all'interno dei programmi d'insegnamento scolastici, quali viva testimonianza del patrimonio culturale delle diverse società del Mondo. E tale appello conoscerà senz'altro grande eco, grazie anche all'importante impegno garantito in questo senso persino dall'Unesco.

 

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