Cronaca Centro storico / Via dello Zappatore

Tentò di uccidere il proprio figlio dopo il parto: il tribunale le riduce la condanna

La vicenda iniziò nel giugno 2011, quando una giovane di origini ghanesi tentò di uccidere il suo stesso figlio dopo averlo partorito infilandolo in un sacchetto di plastica

Il 13 giugno 2011 una neomamma tentò di uccidere il suo stesso figlio dopo averlo partorito infilandolo in un sacchetto di plastica, ora il tribunale ha deciso di ridurre la sua condanna. 
La donna, una giovane originaria del Ghana, aveva nascosto a tutti la gravidanza e anche il piccolo, mettendolo dentro un cesto della biancheria, temendo che se i parenti lo avessero scoperto l'avrebbero obbligata a tornare in Africa. Il bambino in ogni caso riuscì a sopravvivere e la vicenda arrivò in tribunale dove, come racconta il giornale L'Arena, alla ragazza fu riconosciuto un vizio parziale di mente, così dall'accusa di tentato omicidio si arrivò ad una condanna di due anni e sei mesi. Ma la Cassazione annullò la sentenza nel dicembre 2013, convertendo il reato in tentato infanticidio e rimandando al giudice di primo grado la decisione di stabilire la nuova pena. 
La decisione è arrivata giovedì, scrive il giornale L'Arena, con il gip che l'ha condannata ad un anno e sei mesi: pena sospesa. Questo anche in virtù del fatto che la giovane ha fatto ritorno in Ghana nel novembre 2012, con la compagna del padre biologico che le fornisce assistenza. 

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