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Il tenore Ramón Vargas nel Rotary Verona Nord: "L’inclusione è il futuro della società"

L’artista messicano, tra i maggiori cantanti al mondo, ammesso ieri sera nel club. Preannunciata un’iniziativa di raccolta fondi contro le malattie neonatali con la Fondazione dell’artista e la Verona Brain Research guidata dal mecenate Giuseppe Manni

«Ho scoperto di essere rotariano nel cuore. C'è una parola che Paul Harris ha usato fin dal 1905 e che mi appartiene intimamente: inclusione; il futuro della nostra società passa dall'inclusione». Con una dichiarazione di alto profilo sociale Ramón Vargas, uno dei più grandi tenori al mondo, ha ringraziato dopo la cerimonia di spillatura e l’ammissione al Club Rotary Verona Nord ieri sera, venerdì 12 gennaio, nella sede del Club a Villa Quaranta di Settimo di Pescantina.

«Indipendentemente dalla nostra condizione siamo tutti uguali e tutti diversi, la mia fondazione ha sempre perseguito questo obiettivo: fare comunità. Oggi mi sento in una famiglia che pensa come me e prova gli stessi sentimenti. È una grande gioia», ha detto ancora Vargas, artista richiesto nei teatri lirici di tutto il mondo e già interprete in Arena di Rigoletto e del Barbiere di Siviglia.

Durante la cerimonia il presidente del Rotary Verona Nord, dottor Claudio Gobbin, ha preannunciato l’organizzazione di un evento musicale per la raccolta fondi per la lotta alle malattie cerebrali neonatali. Un’iniziativa che vedrà coinvolti tutti e dieci i Rotary scaligeri coordinati dal Verona Nord, in collaborazione con la Fundación Ramón Vargas e con l’Onlus Verona Brain Research presieduta dall’industriale e mecenate veronese Giuseppe Manni.

“Una serata bellissima per il nostro Club”, ha detto Gobbin, “al quale si aggiunge un grande uomo, oltre che un grande artista: Ramón Vargas. Quando l'ho conosciuto gli ho detto che con la sua vita incarnava i principi propri del Rotary e che doveva essere parte di questa comunità. Averlo tra noi è un grandissimo onore.”

Vargas, messicano di nascita e residente a Vienna, ha una abitazione anche a Fumane, in Valpolicella, dove appena può si rifugia lontano dagli impegni legati al bel canto che lo vedono protagonista nei teatri di tutto il mondo. Nel 1992 debutta sulle scene internazionali quando viene invitato dal Metropolitan di New York a sostituire Luciano Pavarotti nel ruolo Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. L’anno successivo alla Scala di Milano interpreta Fenton nell’allestimento di Strehler per il centenario del Falstaff di Giuseppe Verdi, con Riccardo Muti sul podio. Da allora viene acclamato in tutto il mondo: dal Teatro Colón di Buenos Aires al London Royal Opera House, dall’Opéra National de Paris al Metropolitan di New York e alla Wiener Staatsoper, passando per l’Arena di Verona.

Subito dopo la "spillatura" del nuovo socio, è stato presentato il service per la fondazione Vargas e a sorpresa per tutti, è stato consegnato al socio Franco Ferrarini il "Paul Harris Fellow", onorificenza rotariana intitolata al fondatore dell’Associazione riservata a chi applica nella quotidianità i principi dell'etica del Rotary.

«Sono onorato di aver ricevuto questo riconoscimento», ha detto Ferrarini, «ancor più in una serata ricca di significato che ha visto l'ingresso di Ramón Vargas nel nostro Club, ho fatto quello che è giusto fare come rotariano e che è un sentire condiviso da tutti i membri: mettersi a disposizione».

L’ammissione di Vargas al Rotary Club Verona Nord è avvenuta alla presenza del Governatore del distretto Rotary 2060 Stefano Campanella (già alla guida dell'Ente Lirico Arena di Verona), i presidenti di cinque Club della città, l'assistente del Governatore Pietro Luigi De Marchi, il direttore artistico del Teatro Ristori Alberto Martini e l’industriale Giuseppe Manni.

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