Riqualificare gli accessi al cortile di Giulietta, la proposta del Teatro Nuovo

Il progetto partirebbe dalle visite guidate al teatro fino al cortile, per poi creare un'"isola di Giulietta", un isolato di edifici storici in cui concentrare un'articolata e approfondita offerta culturale

(foto di repertorio)

Se ne parla da tempo, ma ancora nulla è cambiato. Vengono avanzate e vagliate idee, proposte e progetti per riqualificare l'accesso al Cortile di Giulietta, uno dei punti più visitati della città di Verona. Farsi una foto con la statua, toccarla e magari affacciarsi dal celebre balcone della tragedia di Shakespeare. Una tappa quasi obbligata per i turisti del capoluogo. Eppure ancora l'accesso è libero, senza nulla che riesca a gestirlo ed organizzarlo e con tutti i problemi generati dall'ammassamento eccessivo dei visitatori in questo punto d'interesse cittadino.

Per il momento si è riusciti giusto a restaurare il balcone, mentre il progetto di riorganizzazione della Casa di Giulietta avanzato da Mox Corporation non è mai del tutto decollato. Per questo la società proprietaria del Teatro Nuovo si è fatta avanti con la sua proposta. Si chiama L'Isola di Giulietta e i suoi dettagli si possono leggere su L'Arena.

Il progetto partirebbe con l'apertura alle visite del Teatro Nuovo da piazza Navona; delle visite guidate che dal teatro conducano al cortile di Giulietta. E lo step successivo diventerebbe la vera e propria Isola di Giulietta, una sorta di isolato con al centro il cortile e attorniato dal Teatro Nuovo, ma anche da altri palazzi storici del centro di Verona in cui concentrare un'articolata offerta culturale. Si allungherebbe e si riqualificherebbe, quindi, l'esperienza della visita alla casa di Giulietta, che approfondendosi potrebbe durare anche tre ore.

E leggendo questa proposta del Teatro Nuovo, il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco è intervenuto con un commento.

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Attorno al cortile e alla casa di Giulietta è un continuo fiorire di proposte stimolate anche dalle prospettive di guadagno che un riordino degli ingressi e dei percorsi potrebbe fruttare ai soggetti coinvolti - scrive Bertucco - Un'aspirazione più che legittima, ma in questa girandola di proposte e rifiuti, ormai simile ad una telenovela, continua a mancare il punto di vista dell'amministrazione, che non dovrebbe limitarsi a fare da arbitro, da paciere o peggio, da notaio, ma dovrebbe invece indicare dove stia l'interesse pubblico. Il presupposto di una sinergia tra Teatro Nuovo, Fondazione Cariverona e Comune è apprezzabile, ma dove si vuole arrivare, cosa deve ottenere la città dal necessario riordino degli ingressi? Deve attirare nuovi turisti? Far fruttare il mito di Giulietta in favore di nuovi investimenti sulla cultura? Riorganizzare il sistema museale cittadino? Su questo purtroppo è buio pesto, la commissione consiliare che come Verona e Sinistra in Comune avevamo chiesto di convocare per discutere la proposta di Mox, e che oggi a fronte della nuova controproposta del Nuovo diventerebbe ancora più opportuna, non è mai stata convocata. Il timore che ormai aleggia è che anche l'amministrazione Sboarina sia orientata a seguire le orme dei predecessori tosiani, che evitavano ogni decisione per lasciare che fossero altri, i privati interessati, a farsi carico delle soluzioni. Peccato che questo metodo non abbia mai funzionato.

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