I tamponi saranno eseguiti negli ambulatori dei medici di base, l'innovazione parte da Verona

L'annuncio ufficiale dell'Ulss 9 Scaligera, si inizia dal Distretto 3 con medici di base e pediatri che scendono in campo per lo svolgimento dei test nei loro studi, nelle strutture della stessa Ulss 9 ed anche a domicilio

 

Il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi ha presentato quest'oggi, martedì 6 ottobre, nel corso di una conferenza stampa che ha visto presenti anche il sindaco di Verona Sboarina e il governatore Zaia in collegamento video, un'importante iniziativa che riguarderà il territorio veronese circa lo svolgimento dei tamponi per il coronavirus direttamente negli ambulatori dei medici di base e da parte anche dei pediatri di libera scelta.

«L'iniziativa, - ha esordito il dg Pietro Girardi - deriva proprio dall'ordinanza del presidente Zaia dello scorso 2 ottobre che ha aperto questa strada che stiamo iniziando oggi a percorrere, coinvolgendo anzitutto il Distretto 3 e che consiste nel fatto che cinque Medicine di gruppo integrate, vale a dire tutte quelle del Distretto 3, inizieranno a fare i tamponi per i loro assistiti. Si tratta di fatto di 50 medici di medicina generale per oltre 72.800 pazienti, ma vi è anche una grande collaborazione da parte dei pediatri di libera scelta con circa 40 di loro che faranno lo stesso servizio presso le nostre strutture per tutti i bambini della provincia, quindi non solo per i loro assistiti, così come sempre presso le nostre strutture ci stiamo organizzando affinché circa 80 medici di base svolgano lo stesso servizio per tutti i cittadini della provincia».

In merito il presidente del Veneto Luca Zaia ha così commentato: «Abbiamo investito molto sul tema della diagnostica e se oggi in Italia si utilizzano i tamponi rapidi è grazie al Veneto. Qualche giorno fa abbiamo introdotto persino il "baby tampone" che ha un'invasività pari a zero. Il futuro poi è il test molecolare della saliva ed addirittura il test in autosomministrazione per tutti. Come Regione, - ha spiegato Zaia - siamo disponibili a dare i tamponi rapidi a tutti i medici di base e a tutti i pediatri di libera scelta che decideranno di essere parte della nostra "squadra"». Il governatore Zaia, in collegamento da Roma in vista dei prossimi confronti con gli esponenti del governo, è voluto quindi anche intervenire circa il prossimo Dpcm atteso per mercoledì, in particolare evidenziando che «l'idea di una chiusura anticipata dei locali noi non la sosterremo mai, perché la limitazione degli orari oggi non ha alcun senso. Se si deve parlare di lockdown, - ha concluso Zaia - bisogna farlo in maniera scientifica e tenere aperto un bar un'ora in più o in meno cambia poco o nulla la situazione epidemiologica».

Il sindaco di Verona Federico Sboarina nel suo intervento ha quindi voluto sottolineare come «tutto quello che facciamo è sempre il frutto di ciò che avviene a Venezia e di questo ringrazio il presidente Zaia. Oggi, - ha poi aggiunto Sboarina - dobbiamo cercare di dare il miglior servizio possibile a chi deve fare i tamponi anche per evitare il formarsi di code e disagi per i cittadini». Il sindaco si è poi soffermato a sua volta sul tema delle nuove disposizioni che potrebbero essere contenute nel nuovo decreto del presidente del Consiglio: «Ho già detto che non avrei preso provvedimenti  prima dell'approvazione del nuovo Dpcm, ma senz'altro prendo atto favorevolmente dell'idea di estendere l'utilizzo delle mascherine, perché questo minimo sacrificio se ci consente di evitare di tornare indietro di sei mesi è più che giusto farlo. Gli stessi controlli che non si sono mai fermati, saranno intensificati anche e soprattutto sull'obbligo di utilizzo delle mascherine, poiché si tratta di un fattore di sicurezza essenziale per tutti. E già oggi, - ha quindi evidenziato il sindaco Sboarina - si riscontra un elevato numero di persone che, pur senza un obbligo attualmente vigente, ha però già ricominciato ad indossare le mascherine all'aperto, un ulteriore segno del grande senso di responsabilità dei veronesi». 

Riguardo alla nuova attività di svolgimento dei test per la ricerca del coronavirus Sars-CoV-2 direttamente negli ambulatori dei medici di base, è quindi intervenuto anche il medico di medicina generale dott. Guglielmo Frapporti, il quale ha così commentato l'avvio della sperimentazione: «Vogliamo testare questa nuova possibilità di far diagnosi in sicurezza nei nostri ambulatori, ma anche a domicilio per gli anziani che sono soggetti fragili, evitandogli così di dover andare altrove per effettuare i tamponi. In questa prima fase, - ha quindi concluso il dott. Frapporti - è necessario testare le procedure in tutta sicurezza proprio per offrire un contributo importante e un servizio di prossimità ai cittadini che sia il migliore possibile».

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