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Tagli, maestre in guerra: "Penalizzati i bambini"

Tagli, maestre in guerra: "Penalizzati i bambini"

Tagli, maestre in guerra: "Penalizzati i bambini"

La replica di Tosi: "Le insegnanti lavoreranno 10 ore in pi, il servizio non pu che migliorare"

Le maestre degli asili comunali sono sul piede di guerra. Non va proprio giù la delibera del Comune, la numero 120 del 14 aprile scorso, che ha stabilito la fine dell’applicazione al personale del contratto della scuola statale ed il passaggio al contratto degli enti locali. Per protestare contro la decisione di palazzo Barbieri sono scese in piazza questa mattina, davanti alla Gran Guardia, al cui interno si stava svolgendo Maggioscuola, la rassegna di fine anno nella quale gli studenti mostrano gli obiettivi raggiunti durante l’anno.

Erano più di duecento, vestite a lutto, ed armate di striscioni, cartelli e slogan di protesta. La delibera comunale, infatti, costringe le insegnanti ad un aumento dell’orario di lavoro settimanale di ben 10 ore complessive senza alcuna modifica alla retribuzione, la perdita della retribuzione per le attività svolte oltre l’orario di lavoro, e lo slittamento nel tempo dei pensionamenti dei docenti, proroga che porterà anche una perdita in termini economici, che sarà, secondo i sindacati scuola, oltre i 10 milaeuro, delle indennità di buonuscita. Il tutto, secondo i sindacati, per far quadrare il bilancio comunale.

A far andare su tutte le furie le insegnati è stata soprattutto “la totale mancanza di dialogo tra i rappresentanti degli insegnanti ed il Comune”, ha detto Umberto Nin, operatore di Cisl Scuola. “Abbiamo chiesto più volte al Comune di aprire un tavolo di dialogo per concertare le decisioni – ha proseguito Nin, – ma non siamo mai stati ascoltati”.

Poi l’affondo sulla questione che sta più cara alle maestre: “Questa decisione non solo svilisce la professionalità delle maestre – ha spiegato il sindacalista, - ma va a colpire la formazione stessa dei bambini. Lavorando di più, le insegnanti non riescono a concentrarsi pienamente sull’educazione, cosa che, inevitabilmente, avrà grosse ripercussioni sulla qualità dell’offerta scolastica”. Infine Nin lancia l’ultima stoccata a palazzo Barbieri: “Non siamo contenti da fare sciopero, ma siamo costretti a farlo a causa della scarsa sensibilità mostrata dall’amministrazione comunale, la quale antepone necessità di bilancio al futuro di 103mila bambini”.

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Flavio Tosi: “La delibera comunale è stata solo l’attuazione di un provvedimento del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, il quale impone che i dipendenti degli enti pubblici siano soggetti al contratto degli enti locali”. Tosi non ci sta a sentire che la sua amministrazione non sia aperta al dialogo e spiega che “si è discusso ampiamente con i rappresentanti degli insegnanti, sia con l’assessore all’Istruzione Benetti e con quelli al Bilancio Paloschi e al Personale Toffali”.


"Per quanto riguarda il possibile calo di qualità dell'insegnamento - ha aggiunto il sindaco - non capisco perchè questo dovrebbe avvenire, lavorando un'ora in più al giorno le maestre avranno più tempo da dedicare ai bambini, con conseguente aumento del valore del servizio". Infine una provocazione: “Capisco che gli insegnanti cerchino di mantenere un privilegio, ma non vedo perché debbano essere gli unici dipendenti comunali ad avere un contratto diverso dagli altri”.

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