Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Giovanni Gramego

Verona. Tablet, computer e cellulari nella casa degli estremisti espulsi: le indagini proseguono

I due fratellini tunisini sono stati prelevati dalle forze dell'ordine nel loro appartamento di via Giovanni Gramego, nel quartiere delle Golosine dopo un'attività di pedinamento e monitoraggio delle loro attività

L'operazione che ha portato alla cattura di Mohamed e Jouini Ghazi, due fratelli tunisini di 29 e 30 anni, è scatta nella mattinata di giovedì per mano del personale della Digos e dell'ufficio immigrazione della Questura di Verona, presso via Giovanni Gramego, alle Golosine. Bloccate le vie d'accesso alla strada, gli agenti hanno poi messo sotto sorveglianza tutti gli ingressi della palazzina posta al civico 65, dove al quarto ed ultimo piano, in uno dei tre appartamenti presenti, abitavano i due accusati di nutrire simpatie per l'estremismo islamico e di inneggiare agli attentati terroristici dell'Isis.
Jouini, a causa delle indagini in corso su di lui, non aveva potuto rinnovare il permesso di soggiorno: l'uomo infatti era molto attivo sul web per consultare materiale di matrice jihadista che poi pubblicava. Il fratello, Mohamed, con lui aveva in comune la frequentazione di ambienti dove l'Islam viene interpretato in maniera radicale e alcuni sostengono che avrebbero anche frequentato una delle moschee della provincia, ipotesi però smetita da l'imam Guerfi. Entrambi senza lavoro, si spostavano in città utilizzando una biciletta. 
Prima una segnalazione dell'intelligence, poi un tweet di Jouini inviato dopo il video della decapitazione dei copti dello scorso febbraio, hanno attirato l'attenzione della polizia sui due fratelli. Le investigazioni della polizia scaligera hanno permesso di aggiornare le informazioni giunte dal Viminale grazie ad appostamenti e monitorazioni delle loro attività sul web e in città. Questo ha portato le forze dell'ordina ha sequestrare diverso materiale rinvenuto nella casa abitata dai due fratelli, tra cui sei dispositivi fra tablet e portatili e diversi telefoni cellulari: su questo i magistrati vogliono fare chiarezza per comprendere se i due tunisini fossero impegnati in attività di reclutamento. 

Dopo il plauso giunto dal Ministro dell'Interno Angelino Alfano, anche il sindaco Flavio Tosi, come riportato dal quotidiano L'Arena, ha voluto complimentarsi per l'operazione: "Va ringraziato il costante monitoraggio di queste situazioni da parte delle forze dell'ordine perché è un settore delicatissimo, molto esposto, perché abbiamo visto l'effetto del terrorismo anche in altri Paesi. È chiaro che gli estremisti islamici possono anche provare a colpire l'Italia», ha aggiunto il primo cittadino, «e quindi il fatto che ci sia attenzione ed efficienza da parte delle forze di polizia è rassicurante". 

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