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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Svaligiano 29 locali in 3 mesi per 250mila euro di bottino

Sgominata la banda dei videopoker di Bussolengo: in manette tre romeni. Un complice latitante

Erano specializzati nei furti di videopoker e di cambia monete nei locali di tutto il nord Italia e utilizzavano come base logistica due appartamenti in via Genova a Bussolengo. Quando la polizia ha stretto il cerchio sull’organizzazione criminale composta da quattro cittadini di origine romena che aveva messo a segno furti per 250mila euro in pochi mesi, è scattata la retata per acciuffarli. Gli uomini della Squadra Mobile di Trento, comandati dal dirigente Roberto Giacomelli, hanno fatto appena in tempo ad arrestare Iosif “Iosca” Ritan, 40 anni, Costica “Ponto” Fortuna, 29, e Vasile Ciornei, 27, nelle vicinanze di un supermercato di Piacenza prima che potessero fuggire all’estero e raggiungere, con la nuova refurtiva, la Romania. All’appello manca l’ultimo complice su cui pende un mandato di cattura internazionale dell’Interpol.

L’indagine, coordinata dal procuratore capo di Rovereto Rodrigo Merlo e dal pm Fabrizio De Angelis, è servita a far risalire alla banda dei videopoker almeno 29 colpi compiuti nell’arco di tre mesi, da settembre a novembre dello scorso anno, nelle province di Trento, Verona, Vicenza e Reggio Emilia. Veri professionisti del crimine, accusati, per la loro meticolosità e la continuità dei furti, di “associazione per delinquere” in base all’articolo 416 del codice penale. I quattro si servivano di un modus operandi studiato nei minimi dettagli, fatto di sopralluoghi, approvvigionamento dei furgoni per il colpo, comunicazioni al telefono centellinate e la progettazione di via di fughe sicure. Proprio per agire indisturbati puntavano ai bar e alle sale giochi delle immediate periferie dei grossi centri del nord, specialmente quelli situati nelle vicinanze di boschi e campagne. Tra il Veronese e il Vicentino gli episodi riconducibili alla banda sono undici, mentre, in Trentino, le diciotto denuncie ruotavano attorno al capoluogo, e ai comuni di Rovereto, Besenello, Calliano, Mori, Nogaredo, Villa Lagarina e Volano.


“Agivano sempre alla stessa maniera e proprio per questo si sono traditi- commenta Giacomelli della Mobile-. Abbiamo rintracciato i quattro malviventi grazie all’analisi delle celle telefoniche negli orari in cui venivano consumati i furti. I numeri di cellulare che usavano erano intestati ad alcune prostitute nigeriane del Veronese e le chiamate avvenivano tra le 2 e le 5 di notte, ora, cioè, in cui entravano in azione”. Una volta individuato l'obbiettivo, la banda entrava in azione, sfondando la vetrata con il furgone e caricando le slot machines. Poi si nascondevano nella boscaglia in attesa che si calmassero le acque e fuggire alla volta di Bussolengo dove cambiavano i soldi. Attualmente gli arrestati sono in carcere, mentre uno è ancora latitante.

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