Suicidio di un imprenditore truffato: Le Iene fanno visita all'avvocato Allegrini

Il legale assisteva Rolando Bicego, morto nel 2018, ed è stato intercettato da Alessandro De Giuseppe, per fare chiarezza sul risarcimento mai arrivato alla famiglia

 

È andato in onda nella serata di martedì 19 marzo 2019, su Italia 1, un servizio de Le Iene sul suicidio dell'imprenditore Rolando Bicego, trovato morto dal figlio nel proprio capanno degli attrezzi il 18 settembre 2018. Alessandro De Giuseppe, la "iena" chiamata ad indagare, ha messo nel proprio mirino l'avvocato Daniela Allegrini, consigliere nel CdA di Amia. 

LA STORIA - L'intera vicenda ha inizio nel 1988, quando Bicego avrebbe chiesto un prestito di 20 milioni di lire tramite un amico, con lo scopo di allargare la propria carrozzeria. Quest'ultimo però si sarebbe appropriato del denaro e avrebbe lasciato all'imprenditore il debito: questi naturalmente lo ha denunciato, dando vita ad un lungo iter processuale. Nel 2004 è arrivata la sentenza che indicava che alla famiglia andavano 80 mila euro, ma il truffatore aveva debiti anche con un'altra banca ed Equitalia. La famiglia quindi non riceve il denaro e altre due sentenze abbassano il risarcimento prima a 50 e poi a 36 mila euro. 
Cifra che, sempre secondo quanto raccontano Le Iene, sarebbe bastata a risollevare Rolando. Il denaro però non è mai arrivato e nel 2008 la famiglia avrebbe scoperto che tutto sarebbe stato versato sul conto corrente del loro avvocato, Daniela Allegrini. 
Raggiunta da De Giuseppe a Verona, Allegrini afferma di aver trattenuto 16 mila di euro di spese legali e di aver spedito l'assegno alla famiglia, che però non lo avrebbe incassato. A casa Bicego infatti, quelle lettere non sarebbero mai arrivate ed inoltre viene anche contestato il fatto che lo stesso legale non sarebbe stato autorizzato a ricevere tali soldi. Allegrini però ha risposto affermando di essere stata delegata e ha presentato all'inviato de Le Iene i documenti: le firme però, secondo un calligrafo interpellato da De Giuseppe, non corrisponderebbero a quelle delle carte d'identità. 
Il legale però ha confermato la propria versione, affermando che le firme erano state autenticate e di essere sempre disponibile a rendere i 20 mila euro alla famiglia. 

LA POLITICA - Il servizio però ha attirato l'attenzione anche di alcuni politici del Movimento 5 Stelle. Il primo a far sentire la propria voce è stato il vice presidente del consiglio comunale di Verona, Alessandro Gennari: «Dopo la puntata de Le Iene andata in onda la sera del 19 marzo, il Sindaco abbia la decenza di sospendere dal suo ruolo di consigliere in CdA di Amia, l’avvocato Daniela Allegrini, peraltro in quota alla maggioranza.
Le ombre e le evidenze poste dalla trasmissione non permettono di girarsi dall’altra parte. Pertanto chiedo che venga sospesa dal CdA, fino a che la sua posizione nei confronti della famiglia Bicego, non vengano chiarite.
C’è un imprenditore che si è tolto la vita a causa dei debiti ed una famiglia che non ha ricevuto il risarcimento che a le spettava. Il Sindaco non può esimersi».
Anche il presidente della Commissione Giustizia e deputata del M5S, Francesca Businarolo: «Quanto si è appreso in queste ore riguardo al suicidio dell’imprenditore veronese Rolando Bicego è a dir poco preoccupante.C’è molto da riflettere, purtroppo, sulla situazione della giustizia in Italia, chiamata a dare risposte rapide alle persone che subiscono torti. In questo caso, ci troviamo davanti a una vicenda irrisolta che sta andando avanti da oltre trent’anni, senza che sia arrivata l’ombra di un risarcimento e che è finita, purtroppo, nel peggiore dei modi. Ma le riflessioni non bastano: occorrono soluzioni, non solo perché situazioni del genere non si ripetano ma per assicurare a tutti i cittadini il diritto alla giustizia. A tutto ciò si aggiungono le inquietanti dichiarazioni fatte dall’avvocato Daniela Allegrini — prosegue Businarolo, riferendosi all’ammissione, da parte del legale, di aver incassato il denaro del risarcimento — una professionista che occupa un posto di rilievo in una partecipata del Comune di Verona. Spero che ci saranno tutte le conseguenze del caso, dopo quanto è stato detto». 

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