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Cronaca San Michele / Via San Michele

Suicidi in carcere, a Verona il 42esimo di quest'anno. Pasetto: «Situazione incivile»

A togliersi la vita è stata una ragazza di 27 anni con un passato di dipendenze e piccoli furti. Il presidente di Area Liberal: «Si lotti contro la sovrappopolazione carceraria anche con politiche che limitino il numero delle persone mandate in prigione»

Nella notte tra lunedì e martedì scorsi, 1 e 2 agosto, ha usato il gas di un fornelletto per togliersi la vita nella sua cella del carcere di Montorio. E all'arrivo degli agenti della polizia penitenziaria, per lei non c'era più nulla da fare. Se n'è andata così, una ragazza di 27 anni. Si chiamava Donatella e la sua storia è stata evidenziata dal liberale veronese Giorgio Pasetto. «Non è concepibile che la giustizia italiana e la situazione delle nostre carceri sia da Paese incivile», ha commentato Pasetto su Facebook.

Nel passato di Donatella c'erano un problema di dipendenza e piccoli furti. Nel suo presente c'era un fidanzato a cui ha scritto una lettera, chiedendo il suo perdono per il gesto che poi lei ha compiuto. E chissà cosa ci sarebbe potuto essere nel suo futuro. Il suo avvocato aveva chiesto una misura alternativa al carcere, con l'affidamento ad un servizio che avrebbe potuto curare la sua dipendenza. Invece, adesso, c'è soltanto il dolore per una giovane vita interrotta; il 42esimo suicidio in carcere di quest'anno.

«Dall'analisi complessiva del Pianeta Carcere, compiuta in questi anni da Radicali e +Europa, emerge la fotografia di una situazione di vero e proprio sfascio di legalità, di azzeramento della dignità e del rispetto dei diritti umani e civili, di lesione sicuramente colposa ed in alcuni casi volontaria dell'integrità psico-fisica delle persone - ha dichiarato Pasetto - Quello che è successo nel carcere di Montorio necessita di approfondimenti, prima di esprimere giudizi, ma evidenzio la mia preoccupazione per quanto accaduto. Si devono perseguire energicamente tutte le misure di lotta contro la sovrappopolazione carceraria, comprese le politiche che mirino a limitare il numero delle persone mandate in prigione. Quando parliamo di legalizzazione delle droghe leggere e di depenalizzazione dei reati minori, parliamo a ragion veduta, con dati precisi».

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