Suicidio Bicego, dopo il servizio de Le Iene, Allegrini prepara la querela

L'avvocato veronese finito al centro della puntata trasmessa martedì sera su Italia 1, intende tutelari contro il programma e la famiglia, rigettando ogni possibile accusa arrivata nei suoi confronti

Un frame del servizio de Le Iene sul suicidio di Rolando Bicego

Finita al centro del servizio de Le Iene, andato in onda martedì sera su Italia 1, Daniela Allegrini, avvocato e consigliere del CdA di Amia, intende ora tutelarsi, dopo aver subito anche gli attacchi di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. 

Allegrini è stata il legale di Rolando Bicego, l'imprenditore truffato da un amico e morto suicida del settembre 2018, dopo essere stato sopraffatto dai debiti e non aver ottenuto il risarcimento dopo 30 anni iter processuale. Nel servizio trasmesso dai canali Mediaset, la Iena Alessandro De Giuseppe si rivolge all'avvocato veronese, in quanto i 36 mila euro stabiliti con l'ultima sentenza sulla vicenda iniziata nel 1988, sono stati accreditati sul suo conto. Allegrini però ribadisce più volte di aver inviato gli assegni alla famiglia, dopo aver trattenuto il corrispettivo delle spese legali, che però non li avrebbe incassati. Dalla famiglia Bicego inoltre è arrivata l'accusa secondo la quale Allegrini non avrebbe avuto la delega per incassare il denaro, smentita dallo stesso legale, la quale afferma di avere i documenti firmati che lo testimoniano. 

Sulle pagine de L'Arena dunque, Allegrini conferma la propria buona fede e annuncia una querela per diffamazione nei confronti de Le Iene, con tanto di causa civile, e l'intenzione di citare anche la famiglia Bicego, in quanto la moglie saprebbe «come sono andate le cose». Secondo l'avvocato veronese infatti, la donna si sarebbe «prestata a questo attacco mediatico», nel quale sarebbero state raccontate falsità che però verrebbero smentite dai documenti. Per Allegrini, che si è detta «umanamente» dispiaciuta per la tragica vicenda, l'errore della famiglia sarebbe stato quello di affidarsi al signor Bronzin, mentre sulle presunte firme falsificate ha definito la questione una bugia: «Ho ricevuto in studio il giornalista delle Iene, gli ho spiegato la vicenda, gli ho mostrato le carte processuali ma niente, ha voluto raccontare tutta un'altra storia». 
L'avvocato dunque si prepara a difendere la propria reputazione sui banchi del tribunale, sostenendo di essere stata «diffamata in maniera del tutto ingiustificata». 

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